Gli ingegneri anconetani: «Il modello Genova è l'ideale per la nostra ripresa»

La posizione del presidente dell'Ordine degli ingegneri dorici

Il ponte San Giorgio

«Come noto la nostra Regione sconta enormi ritardi nelle opere infrastrutturali; penso, ad esempio, per restare alla provincia di Ancona, al raddoppio Orte Falconara e all’uscita dal porto di Ancona. In questa difficile fase congiunturale, in cui il Governo Nazionale dovrà mettere in campo tutte le iniziative per far ripartire l’economia, è giusto interrogarsi per comprendere come procedere ed evitare ulteriori ritardi. Non entriamo nel tema delle scelte e della volontà politica, anche se registriamo positivamente il favorevole allineamento del Presidente del Consiglio Conte alle esigenze di sviluppo del territorio, manifestate in video conferenza direttamente alla sindaca Mancinelli.
L’Ordine degli Ingegneri della provincia di Ancona ritiene che l’applicazione del modello Genova al nostro territorio, limitatamente alle opere strategiche, contribuirebbe in modo eccezionale alla ripresa ed allo sviluppo della nostra Regione. Si può fare, ma occorre capire se la politica e i suoi rappresentanti sul nostro territorio siano pronti ad appoggiare questo strumento rivoluzionario applicabile alle sole opere strategiche». Il Presidente degli ingegneri dorici Alberto Romagnoli apre il baule delle idee e sottopone a politica e istituzioni l’orizzonte di un modello organizzativo e amministrativo che ha appena dato i suoi apprezzati frutti nella ricostruzione del vecchio ponte Morandi, ora Genova San Giorgio: «Pensiamo a quanto sono costati, in termini economici alle Marche, i ritardi, le lentezze, i progetti rimasti nel novero delle intenzioni e mai tradotti, quanto abbiamo perso in competitività rispetto ai centri più vitali dello sviluppo, sia italiano che europeo. Adesso bisogna mettere un punto e ripartire da Genova e dal suo modello che, rispondendo ai suoi detrattori – riprende Romagnoli – non rappresenta affatto una deregulation perché i limiti di esercizio del potere commissariale, come ha puntualmente spiegato l’ingegner Maurizio Michelini Responsabile Unico del Procedimento dell’appalto di costruzione del viadotto Polcevera, sono ben chiari e non consentono di superare la barriera delle disposizioni presidiate da sanzioni penali».

Romagnoli cita una disposizione del decreto Genova «Semplice, efficace e politicamente coraggiosa che ha consentito di operare secondo buon senso e buona prassi, in pieno rispetto del diritto dell’Unione Europea. Si tratta del D.L. 109/2018 articolo 1 comma 5 secondo cui Il Commissario straordinario opera in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice antimafia e delle misure di prevenzione al decreto legislativo del 6 settembre 2011, nonché dei vincoli inderogabili derivanti dall’appartenenza alla UE. Fuori dal linguaggio legislativo, significa far prevalere – dice sempre Romagnoli – l’approccio ‘prestazionale finalistico’ a quello burocratico prescrittivo’ che vuole una griglia di regole cogenti tendenzialmente immutabili nel tempo che impongono, nel minimo dettaglio, cosa si deve fare e come farlo. Nell’altra concezione, il legislatore propone un ventaglio di orientamenti non cogenti per affrontare casi tipo, lasciando libertà di interpretarli o trovare soluzioni su misura, motivate scientificamente. In questo modo si afferma il principio rispetto alla regola, con la possibilità di favorire prestazioni e risultato». 

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I vantaggi secondo Romagnoli sarebbero netti, «Una delle criticità che storicamente caratterizzano le Marche è proprio l’arretramento infrastrutturale, sia su gomma che su ferro, gli scarsi collegamenti con altre regioni e altre realtà rappresentano un gap mai colmato. Snellire le procedure burocratiche, nel pieno rispetto delle norme, è la strada più sicura per recuperare il terreno perduto.  Il modello Genova applicato alle opere strategiche nella nostra Regione consentirebbe alla Pubblica Amministrazione di operare con procedure più semplici, di esprimersi al meglio, assumendosi le necessarie responsabilità e di ricercare quella qualità che sarebbe garantita dall’assiduo controllo del committente attraverso il Project Management Counsulting. Il momento è propizio, siamo a poche settimane dalle prossime elezioni regionali, sarebbe interessante comprendere quali forze politiche siano pronte e disponibili a seguire questi principi, base per quella riforma generale nel senso della semplificazione normativa e amministrativa di cui le Marche e l’Italia stessa avrebbero molto bisogno».  

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