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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Pnrr, 20 giorni alla scadenza per presentare i progetti: «Sanità naviga a vista»

mancano solo 20 giorni di tempo per presentare i progetti per accedere ai primi 182 milioni del Pnrr per gli investimenti nella sanità, ma secondo i sindacati non si è fatto abbastanza

Mancano solo 20 giorni di tempo per presentare i progetti per accedere ai primi 182 milioni del Pnrr per gli investimenti nella sanità, «ma appare sempre più evidente come nelle Marche si naviga a vista. Riteniamo davvero sbalorditivo, infatti, apprendere dalla stampa che a pochi giorni dalla presentazione dei progetti, l'Assessore Saltamartini annunci un cambio di scenario rispetto  agli interventi previsti e ai criteri da seguire per la loro progettualità. Non solo di quei progetti non si sa quasi niente, quel poco che si sa, sarebbe meglio non saperlo. Ora, in fretta e furia, i progetti dovranno essere rivisti e adeguati e c’è davvero da sperare che si riesca a fare tutto nei tempi strettissimi che rimangono» scrivono Cgl, Cisl e Uil in una nota congiunta. 

«Di fronte a questo scenario, i vertici regionali si ostinano a non rendere oggetto di confronto il quadro generale degli assetti dell’assistenza sanitaria territoriale nel quale innestare le singole scelte e i singoli investimenti finanziati e sostenuti dal Pnrr- continua la nota- a questo punto appare fin troppo velleitario chiedersi come pensano Acquaroli e Saltamartini di tradurre nelle Marche la nuova idea di sanità e di tutela della salute dei cittadini che sta alla base degli obiettivi del Pnrr: una sanità che punta a spostare il baricentro dell’assistenza dall’ospedale al territorio.Una sanità territoriale che richiede strutture, attività, tecnologie, figure professionali e modalità organizzative nuove. Le nuove strutture sono le Case e gli Ospedali della Comunità, le nuove attività sono la telemedicina e le Centrali Operative Territoriali, le nuove figure professionali sono gli infermieri di famiglia e di comunità, le nuove modalità organizzative e di lavoro sono quelle delle equipe territoriali con i medici di medicina generale. Un sistema nel quale anche l’ospedale deve cambiare, non solo in termini di adeguamento tecnologico o sismico». 

«Dunque il Pnrr dovrebbe essere l’occasione per ripensare e far evolvere il sistema sanitario verso un modello completamente diverso rispetto a quello attuale, in un percorso trasparente e condiviso, come declinato nel Protocollo di Intesa tra Governo e Organizzazioni sindacali, firmato a dicembre scorso in attuazione dell’art. 8 del Decreto Legge 77/2021. Trasparenza e condivisione di cui finora non c’è traccia, così come non c’è traccia del progetto complessivo di sanità- continuano i sindacati- e di fronte a tanta approssimazione e disinvoltura, anziché scusarsi con i marchigiani, il Presidente Acquaroli continua a lamentarsi in TV per le Marche finite in zona arancione, come peraltro se fosse colpa di qualcun altro. Lo diciamo da tempo: basta parole vuote e propaganda: servono serietà, rigore e competenza».

Morani (Pd): «Siamo in mano ad incapaci»

«Mancano solo 20 giorni alla scadenza per la presentazione dei progetti del PNRR sulla sanità e la destra alla guida delle regione Marche naviga ancora nella nebbia. Non si sa nulla dei progetti e le poche cose che trapelano sono solo pasticci di una giunta con a capo Acquaroli (insieme al degno compare Saltamartini) che non ha la più pallida idea delle scelte da fare». Lo scrive Alessia Morani, deputata del Pd, in un post su Facebook. «Eppure - sottolinea - il Pnrr è chiarissimo e traccia la strada e prevede una montagna di risorse, parliamo di 182 milioni di euro, che Fratelli d’Italia e Lega, nonostante abbiano ostacolato l’approvazione in Europa dei fondi per il nostro paese, si trovano a gestire senza sapere cosa fare. Oggi, addirittura, apprendiamo che hanno sbagliato ad indicare alcuni interventi e devono correre ai ripari. I nostri amministratori regionali, però, dovrebbero sapere che stanno gestendo, senza alcun merito, le risorse economiche che possono cambiare il volto alla sanità regionale che avrà al centro il territorio come prevede il PNRR. Per sviluppare la sanità territoriale servono strutture, tecnologie, professionalità e modelli organizzativi innovativi. Servono nuove strutture, le Case e gli Ospedali della Comunità, e servono attività come la telemedicina e le Centrali Operative Territoriali. Occorrerà formare infermieri di famiglia e di comunità, e dovremo organizzare equipe territoriali in collaborazione con i medici di medicina generale. Una rivoluzione che coinvolgerà anche gli ospedali dal punto di vista della sicurezza e dell’innovazione tecnologica. Siamo purtroppo in mano a degli incapaci che rischiano di fare perdere ai marchigiani la possibilità di avere una sanità migliore. Poveri noi», conclude Morani.


 

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