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Il Progetto Inquinamento Atmosferico compie un anno: la situazione di Ancona

Il 24 novembre corre un anno dalla presentazione in Consiglio Comunale di Ancona del Progetto Inquinamento Atmosferico (PIA), coordinato scientificamente dal dottor Floriano Bonifazi

ANCONA - Il 24 novembre corre un anno dalla presentazione in Consiglio Comunale di Ancona del Progetto Inquinamento Atmosferico (PIA), coordinato scientificamente dal dottor Floriano Bonifazi. 

«Il PIA ha evidenziato come Ancona sia mediamente inquinata a causa principalmente delle attività portuali, poi del traffico e dei fumi del riscaldamento degli edifici. A ciò sono dovuti i 110 morti accertati dallo studio- si legge in una nota del comitato Porto Città- il Comitato, nato per divulgare gli esiti del PIA e chiamare a raccolta la cittadinanza per sollecitare le amministrazioni preposte a rimuovere le cause individuate, ha raccolto e consegnato 839 firme di cittadini anconetani stanchi di non avere risposte dagli amministratori.  Se facciamo un bilancio di questo anno trascorso per verificare quanto è stato fatto, dobbiamo segnalare positivamente l’entrata in vigore, già nel gennaio 2020, delle norme della Direttiva (UE) 2016/802 che hanno imposto l’uso in navigazione di combustibile marittimo con il limite dello 0,50% al contenuto di zolfo, mentre all’ormeggio il limite è fissato al 0,10%. Sempre per legge, l’obbligo dei controlli spetta alle Capitanerie di Porto. Parimenti dobbiamo segnalare quanto ancora non è stato fatto nello spirito di collaborazione tra cittadini e istituzioni, ancorché richiesto dal nostro Comitato proprio con l’Appello sottoscritto dagli 839 cittadini di Ancona: non sono stati resi pubblici gli esiti dei controlli sui combustibili delle navi; la Regione Marche non ha installato centraline di misurazione dei composti dell’aria nel porto; non sono stati sufficientemente pianificati gli arrivi e le partenze delle navi impedendo la solita congestione del traffico in porto e in città; non è stato abbandonato il progetto del banchinamento del Molo Clementino per le grandi navi da crociera; non è stato ancora installato in Piazza Cavour lo schermo, che il Comune di Ancona si era impegnato a realizzare, per avvertire la popolazione circa l’opportunità di non stazionare all’aperto in certe giornate in cui fattori inquinanti e allergeni presenti nell’aria costituiscono un mix nocivo alla salute dei bambini e degli adulti più fragili. Qualche giorno fa è stato pubblicato Mal’aria di città 2022, il rapporto annuale di Legambiente sulla qualità dell’aria. Il Rapporto analizza la situazione italiana alla luce di due dati di fatto: 1. La sentenza di condanna nel novembre 2020 da parte della Corte Europea di Giustizia nei confronti dello Stato italiano per lo sforamento dei valori delle polveri sottili PM10 registrate nel periodo 2008-2018; 2. La pubblicazione nel novembre 2021 delle nuove linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha abbassato i valori limiti delle concentrazioni atmosferiche inquinanti. Fermo restando che le polveri sottili sono nocive a prescindere dai limiti fissati, la sentenza di condanna dell’Italia nel decennio 2008-2018 la dice lunga sulla condizione di forte inquinamento in cui versa la nostra aria, tanto da renderla fanalino di coda in Europa. In Ancona, ad esempio, questa è la situazione del nostro inquinamento medio nel 2021: PM10 concentrazione 22, limite OMS 15 - PM2,5 concentrazione 13, limite OMS 5 - NO2 concentrazione 16, limite OMS 10. Abbiamo poco da stare allegri o, peggio, di pensare di stare in una città dall’aria pulita. La strada per raggiungere l’obiettivo di rientrare nei limiti OMS è lunga e come cittadini ci impegna a verificare che si facciano le scelte giuste per la nostra salute e per migliorare la qualità della nostra vita».
 

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