rotate-mobile
Attualità

Barche ferme, niente pesce locale. Menù rivisto, ma ai clienti si dice anche ''no''

Elis Marchetti, chef e patron dei ristoranti che portano il suo nome, spiega le conseguenze su un menù che solitamente viene preparato nell’arco di sei mesi

ANCONA - Sciopero contro il caro-carburante, pescherecci fermi e ristoranti spesso costretti a comprare pesce da altre regioni, rivedere i menù o entrambe le cose. Elis Marchetti, chef e patron dei ristoranti che portano il suo nome, spiega le conseguenze su un menù che solitamente viene preparato nell’arco di sei mesi. VIDEO

«Le decisioni da prendere sono importanti, il pesce va reperito dal Tirreno Ionio o in Liguria. Progettare un menù gourmet è un lavoro di mesi, con lo stop delle materie prime si va in difficoltà- spiega lo chef- il famoso detto che “Il pesce più fresco è a Milano’’ non va certo preso alla lettera, ma stiamo sicuramente allargando il fronte». Costi extra che ricadono sul cliente? «In questa maniera il chilometro zero e l’impatto ambientale minore possibile, quella che chiamo la “filosofia di Elis” non è praticabile. Speriamo che questa cosa si risolva il prima possibile». I tagli sul menù sono inevitabili. «Il cliente si ritrova a chiedere un piatto con noi che dobbiamo dire non c’è perché manca la materia prima. Da una parte è un bene- conclude Marchetti- è un segno di qualità e di freschezza, ma dall’altra parte c’è un cliente che magari è venuto da lontano per degustare un prodotto importante». 

Pesce importato, tir bloccati in porto
 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Barche ferme, niente pesce locale. Menù rivisto, ma ai clienti si dice anche ''no''

AnconaToday è in caricamento