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Francesco chiude l'agenzia di viaggi: «Non lavoro da mesi, mi sento dimenticato»

L'anno nero del turismo ha costretto questo imprenditore a chiudere la sua agenzia di viaggi. In un anno ha percepito giusto il necessario per pagare qualche mese di affitto

Foto di repertorio

«Era maggio del 2006 quando, insieme a mia moglie, abbiamo iniziato questa sfida a Filottrano, aprire l'agenzia Freenet Viaggi. Sono passati quasi 15 anni dove abbiamo affrontato e superato le crisi economiche, gli attentanti, le guerre, gli eventi naturali, gli scioperi e i fallimenti di alcuni operatori o compagnie aeree. Purtroppo il 2020 ha colpito troppo forte e questa esperienza è giunta al termine». Con un post su facebook l'imprenditore sirolese Francesco Paoloni ieri ha annunciato la chiusura della sua agenzia di viaggi, l'unica in tutta la cittadina. «Il lavoro in questo settore si è azzerato - spiega Paoloni - e posso tranquillamente dire che ho avuto un calo del fatturato del 90 percento dall'inizio della pandemia. Le prospettive future sono decisamente poco rosee, almeno fintanto che non ripartiranno navi e voli aerei. A malincuore ho deciso che il male minore sarebbe stato chiudere i battenti ed è per questo che ho comunicato con grande dolore la mia scelta. L'ho dovuto fare soprattutto per tagliare i costi e azzerare le spese». Eliminare affitto e bollette è stata la decisione più sensata per Francesco, ma anche per molti altri imprenditori del settore che non sono riusciti a tirare avanti.

Nelle sue parole si percepisce il grande dolore per la fine di un sogno ma anche tanta rabbia per non aver avuto un appoggio concreto dalle istituzioni. «Mi sono sentito completamente abbandonato - prosegue il titolare dell'agenzia - da marzo ad oggi ho percepito poco più di duemila euro di "ristori". Giusto il necessario per coprire il costo di quattro mesi di affitto del locale. Per fortuna non ho dovuto licenziare nessuno visto che non ho dipendenti. Io lavoravo soprattutto con i business travel delle aziende tessili filottranesi ma non ci sono più fiere né viaggi di lavoro, è tutto fermo anche in questo settore». Sulle scelte governative si discute e anche molto. L'amministrazione regionale ha espresso più volte le sue perplessità. Solo pochi giorni fa, infatti, l'assessore alla cultura Giorgia Latini evidenziava «la miopia politica del governo Conte, privo di visione strategica verso regioni come le Marche che hanno nella cultura e turismo uno dei motori trainanti»

Francesco quest'anno ha compiuto cinquant'anni e, dopo molto tempo, dovrà ricominciare da capo la sua vita professionale: «Non so cosa farò da gennaio - conclude amareggiato - vorrei continuare a lavorare in questo campo ma non vedo un futuro del settore, almeno nel breve termine. Inoltre, se si potrà viaggiare, credo che molte persone lo faranno limitando al minimo le spese, vista la crisi economica che il covid si porterà appresso». 

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