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Mercoledì, 29 Giugno 2022
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Ordine degli ingegneri di Ancona: «Potenziare la dorsale ferroviaria adriatica»

In una lunga nota l'Ordine spiega l'importanza di concretizzare un «nuovo modello di mobilità su ferro»

ANCONA - «Servono infrastrutture per essere competitivi»: in una lunga nota l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ancona spiega come abbia «accolto con favore e condivisione il manifesto sulle priorità infrastrutturali non più procrastinabili, da completare o realizzare, presentato delle Associazioni di categoria al Presidente e Amministratori regionali , per far uscire le Marche dall’isolamento  cronico con il resto del paese che da decenni la relega a regione di periferia». Dicono: «Le Infrastrutture di trasporto, logistica e telematica  hanno un importanza fondamentale per lo sviluppo del territorio  e la produttività delle Imprese e quelle indicate nel manifesto sono in gran parte già previste e iniziate, ma  scontano purtroppo ritardi trentennali nella realizzazione».

Tra le priorità infrastrutturali, l’Ordine degli Ingegneri «ritiene indispensabile e necessario prevedere anche  il potenziamento della dorsale ferroviaria adriatica con l’arretramento e la realizzazione della Alta Velocità, oltremodo necessario  per lo sviluppo dell’economia, l’ambiente  e la valorizzazione della costa, come rappresentato nel Convegno svoltosi a settembre 2020 nei locali della Confindustria di Ancona e avente per titolo "Le Merche in rete: un nuovo modello di mobilità su ferro". Il valore strategico di questa infrastruttura è stato ampiamente percepito dai presidenti di Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia con la sottoscrizione del protocollo d’ intesa tra le regioni della dorsale adriatica, che impegnava le regioni a sollecitare gli organismi di governo a concretizzare la realizzazione di questa opera strategica per l’Italia. Si constata inoltre che l’attuale linea Adriatica, sulla quale correttamente si stanno investendo importanti risorse per il suo potenziamento, non potrà comunque avere velocità adeguate e già oggi in alcune tratte tra Ancona e Bologna, risulta essere quasi al limite di saturazione ed un eventuale incremento di traffico non sarebbe ulteriormente possibile».

Prosegue la nota: «L’Europa nell’ambito del New Generation Eu, prevede un imponete sviluppo del modello di trasporto su ferro sul quale canalizzare le ingenti  risorse dei fondi europei e Ancona è già stata inserita nei corridoi intermodali delle Ten-T,  per cui riteniamo che iniziare a sviluppare progetti per la fattibilità dell’opera , significherebbe non lasciare indietro una regione di snodo come le Marche, facendole recuperare quella centralità che nei decenni è andata perduta. L’esigenza di realizzare questa fondamentale infrastruttura ferroviaria rientra anche nel più ampio progetto europeo di transizione climatica che individua come uno degli assi portanti lo spostamento del trasporto dalla gomma al ferro e per il quale l’Europa prevede investimenti per i prossimi dieci anni di oltre mille miliardi. Per quanto riguarda il nodo infrastrutturale di Ancona lo studio di pre-fattibilità predisposto dall’Ordine degli Ingegneri di Ancona, individua la stazione di Ancona AV in una posizione baricentrica e interconnessa  con  Porto, Interporto ed Aeroporto per costituire il punto di snodo necessario e di collegamento con le grandi metropoli del nord e dell’Europa».

L'Ordine ritiene «che sia giunto il momento di superare le timidezze che nei passati decenni hanno caratterizzato l’azione della nostra regione e sia finalmente giunto il momento di predisporre i progetti di fattibilità per non farsi trovare impreparati nel momento in cui l’Europa metterà a disposizione gli ingenti finanziamenti per lo sviluppo delle reti ferroviarie». 

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