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Opere Caritative Francescane: ad Ancona premiato il progetto “Time to Check”

Il progetto mira a facilitare l’accesso ai test diagnostici rapidi per Hiv e altre malattie sessualmente trasmesse, al fine di renderne più tempestiva la diagnosi

Informazione e test rapidi per sfidare il virus Hiv “nascosto”: ad Ancona premiato il progetto “Time to Check” delle Opere Caritative Francescane. Verrà realizzato grazie al Community Award Program di Gilead Sciences. 

Si legge nella nota: "L’obiettivo, nel corso dei 12 mesi di durata del progetto, è quello di effettuare 500-600 test cercando di intercettare le popolazioni più vulnerabili, i giovani e i soggetti con comportamenti a rischio. Il check point farà anche opera di informazione sulla salute sessuale e sulle modalità di accesso ai trattamenti per HIV/AIDS per chi è positivo al virus, attraverso uno sportello informativo, un sito internet e attraverso il servizio “Informabus” (un presidio mobile sul territorio realizzato in collaborazione con il Comune di Ancona che fa parte del progetto “citta sane” promosso dall’organizzazione mondiale della sanità OMS). Il progetto vedrà la luce grazie al finanziamento vinto all’edizione 2021 del Community Award Program, Bando di concorso promosso in Italia dalla società biofarmaceutica Gilead Sciences per selezionare e premiare i migliori progetti di assistenza e supporto al paziente presentati da Associazioni pazienti o Organizzazioni no profit del Paese nell’area della malattie infettive e della patologie oncoematologiche". 

La sede centrale del check point di Ancona coordinerà le attività di vari presidi dislocati sul territorio provinciale. L’accesso al check point centrale sarà libero per chiunque voglia sottoporsi ai test diagnostici rapidi (per HIV e altre MST, anonimi e gratuiti) o desideri informazioni, supporto medico e psicologico. Le sedi dislocate saranno dedicate maggiormente alle popolazioni vulnerabili (area della marginalità sociale e povertà, migranti, donne vittime di tratta, area dell’omosessualità) grazie a una solida rete costituita da Anlaids Marche, Caritas diocesana di Ancona-Osimo, Free Woman, Arcigay Ancona e Immunologia clinica degli Ospedali Riuniti di Ancona. Le ricadute attese del progetto sono l’ampliamento dello screening sul territorio e l’aumento dei test effettuati, con una conseguente riduzione delle diagnosi tardive e dei contagi sommersi. “La pandemia da Sars-CoV-2, tra le tante ricadute – commenta  Luca Saracini, Direttore generale dell'Associazione Opere Caritative Francescane odv - ha avuto anche quella di determinare un crollo del numero dei test per HIV effettuati. Questo potrebbe impattare negativamente sulle diagnosi precoci, con un aumento dei late presenter, cioè di quanti scoprono di essere affetti da HIV/AIDS in fase avanzata di malattia, quando vi potrebbe essere una minor efficacia delle terapie. Il nostro progetto, diffuso sul territorio di Ancona e il primo nelle Marche, faciliterà  l’accesso ai test diagnostici, potrebbe mettere un freno al problema. Allo stesso tempo diventerà l’epicentro di iniziative di informazione e sensibilizzazione, facendo awareness sui rischi dell’infezione e sulla necessità di sottoporsi ai controlli”.

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