Vaccini obbligatori per il personale sanitario: il Nursind fa ricorso al Tar

Il sindacato delle professioni infermieristiche contrario alle modalità con cui si impone la vaccinazione anti-influenzale: «Non spetta alla Regione decidere»

Foto di repertorio

Il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, con le sue segreterie territoriali di Ancona, Macerata e Ascoli-Fermo, hanno depositato un ricorso al Tar delle Marche contro la delibera della Giunta regionale n. 986 del 27 luglio scorso, inerente le vaccinazioni per la prevenzione e il controllo dell’influenza.

«Il sindacato delle professioni infermieristiche - si legge in una nota - pur condividendo l’obiettivo primario della protezione e sicurezza di operatori e pazienti, non può condividere le modalità con le quali si propone la vaccinazione anti-influenzale agli operatori sanitari. Infatti nella prima pagina al punto 3, si stabilisce l’obbligatorietà della vaccinazione per i professionisti sanitari e socio sanitari, quando l’obbligatorietà di una vaccinazione è materia legislativa nazionale. Inoltre con la delibera si è voluto introdurre un “obbligo di compilare un modulo autografo di rinuncia” che ha indignato molti colleghi perché in abuso alle normative vigenti che prevedono la sottoscrizione del consenso informato al trattamento sanitario proposto e nulla in riguardo ad un supposto “dissenso informato”. Nonostante le proteste dei dipendenti, la Regione e l’Asur hanno solo “ammorbidito” il contenuto del modulo di rifiuto, dove si paventavano presunte conseguenze e responsabilità». 

«Una procedura inconsueta e poco trasparente - aggiunge il Nursind - perché la mancata effettuazione della vaccinazione potrebbe essere un elemento di valutazione di idoneità alla mansione specifica e sede di assegnazione del professionista sanitario. Conseguenze illogiche per una vaccinazione raccomandata che inficerebbero sulla vita lavorativa del dipendente e qualità di cure erogate ai pazienti. Il Nurdind ha già ottenuto dal Tar del Lazio, con la sentenza n. 10048 datata 2 ottobre 2020, la revoca di una similare delibera che prevedeva l’obbligo della vaccinazione antinfluenzale per i sanitari. La giurisprudenza sembra ormai concorde nel ritenere che questa decisione spetta al livello centrale, utile a garantire uniformità d’azioni in tutto il Paese». 

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