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Domenica, 16 Giugno 2024
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La cornamusa per rendere unico il rock folk, nuovo singolo per la band marchigiana Brutti di Fosco

Il gruppo è formato da cinque ragazzi, tutti tra i 28 e i 37 anni, provenienti da Cingoli, Cupramontana e Jesi

ANCONA- Il suono ammaliante della cornamusa incontra la musicalità italiana creando una contaminazione di generi, stili e strumenti. Un sound insolito, tutto da scoprire e da apprezzare quello dei Brutti di Fosco, band marchigiana che ha fatto del rock folk il suo carattere distintivo. La scorsa settimana è uscito il videoclip del loro ultimo singolo “Luce” con meravigliose scene ambientate nelle Marche, dall’entroterra fino al mare. Il gruppo è formato da cinque ragazzi, tutti tra i 28 e i 37 anni, provenienti da Cingoli, Cupramontana e Jesi: Federico Stocchi “Frederick O'Giustu” chitarra ritmica e voce; Lorenzo Marcelloni “Don Vito De La Sierra” chitarra solista; Giulio Fabrizi “Johnny Visciola” basso e Edoardo Leoni, “Il Tropicale”, batteria. «Facciamo rock folk e il valore aggiunto sono la cornamusa scozzese e il flauto irlandese. Non facciamo proprio musica celtica, ma utilizziamo strumenti della tradizione scozzese per arricchire la nostra sonorità» spiega Lorenzo Carducci. I Brutti di Fosco nascono nel 2016 e con “Secco Speciale”, canzone goliardica dedicata al Varnelli, inizia la loro carriera. Alle spalle hanno diversi singoli e un EP. Numerosi i concerti live in giro per le Marche, nel 2018 sono saliti sul palco del Montelago Celtic Festival mentre l’anno scorso hanno partecipato ad Italia’s got Talent. Il 2022 è stato un anno importante anche per i concerti in giro per l’Italia ai quali si sono aggiunte alcune date spot all’estero, in particolare in Austria e in Germania. «Partiremo con il tour estivo a fine primavera e fino all’autunno faremo concerti in Italia e all’estero. Tra qualche giorno pubblicheremo tutte le date» afferma Fosco.

Luce 1

Una particolarità è che i Brutti di Fosco fanno musica rock folk ma i loro brani sono italiano. «Il nostro obiettivo è riuscire a far conoscere e a far apprezzare questa sonorità rock con influenze folk anche a chi non è un intenditore di questo genere- dichiara il cantante 32enne-. Portiamo parte della nostra musicalità italiana inserendo strumenti che non sono della nostra tradizione. Contaminiamo generi, stili e strumenti». E per il futuro? «Il nostro obiettivo è di riuscire a suonare in situazioni sempre più prestigiose. Il successo e la notorietà si costruiscono da sé, mattone su mattone». Come mai la scelta di suonare uno strumento come la cornamusa? «Nasco come chitarrista, la cornamusa ho iniziato a suonarla a 24 anni in quanto la musica tradizionale scozzese e irlandese erano un pallino che avevo fin da bambino. Ero incuriosito da questo strumento- racconta Fosco-. Ho ordinato la cornamusa dalla Scozia, prima ho iniziato come autodidatta poi ho iniziato a studiare a Modena con la Heart of Italy Pipe Band. Nel frattempo ho avuto modo di studiare anche con insegnanti scozzesi sia in Italia che al National Piping Centre di Glasgow. Ho quindi sostenuto gli esami della Piping and Drumming Qualifications Board. Imparare a suonare la cornamusa non è stato facile ma il fatto di essere polistrumentista, suono chitarra e pianoforte, mi ha aiutato. Oggi la soddisfazione è tanta, la cornamusa è uno strumento che regala molto a chi ascolta».

Luce 2

Martedì 28 marzo è uscito il videoclip dell’ultimo singolo dei Brutti di Fosco, “Luce”. Si può vedere su YouTube, mentre il brano può essere scaricato su tutte le piattaforme digitali. Questa canzone ha un significato particolare? «Il testo di luce l’ho scritto io, ho voluto dare l’idea di speranza e c’è una connessione con la natura. L’interpretazione è comunque aperta, per molti è il ritrovare sé stessi- dice Fosco-. Per quanto riguarda il video, essendo il brano serio abbiamo voluto mettere alcune immagini per far sorridere. Inoltre, abbiamo scelto di ambientarlo nelle Marche perché è la nostra terra. Siamo molto legati ai luoghi dove viviamo. Le scene dove suoniamo le abbiamo girate a Elcito, poi si vedono le campagne osimane, il centro storico di Jesi e la spiaggia di Numana».

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