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Nuovi pozzi in Adriatico, Aic: «La chiamano transizione, si legge conservazione»

«Il Ministro della Transizione Ecologica Cingolani ingrana la marcia ma all'indietro, puntando sul passato, cioè sulle fossili»: Altra idea di città tuona commentando le scelte del ministero della Transizione ecologica

Nuovi pozzi nel mar Adriatico, Altra Idea di Città tuona: «Con un tono più green, il nuovo ministero della Transizione ecologica, non si differenzia dal precedente e non impiega molto a mostrare il suo vero volto. È notizia di questi giorni il via libera da parte del Mite a 9 progetti di sfruttamento di giacimenti di petrolio e gas fossile, nell’Adriatico – tra Veneto e Abruzzo – e al largo della costa meridionale della Sicilia, a terra, in Emilia Romagna in provincia di Modena».

«Il Ministro della Transizione Ecologica Cingolani ingrana la marcia ma all'indietro, puntando sul passato, e cioè sulle fossili, approvando la Valutazione di Impatto Ambientale per ben 11 nuovi pozzi per idrocarburi, di cui uno anche esplorativo. Insomma, visti i primi atti ci verrebbe la voglia di battezzarlo noi, però come Ministero della Finzione Ecologica. Davanti alla nostra costa prenderà avvio la costruzione del “Progetto di perforazione di un pozzo di produzione denominato Calipso 5 dir, presentato da Eni Spa, che sarà realizzato dalla piattaforma esistente Calipso a quattro gambe, per l’invio a terra della produzione di gas. L’unica strada percorribile è quella di disincentivare al massimo l’utilizzo di fonti fossili e screditare il loro uso…Non ci sono altre vie. Il governo deve bloccare l’autorizzazione ed il finanziamento di tali progetti ed i cittadini, dal canto loro, devono diventare più consapevoli riducendo il consumo di fonti fossili nella loro vita quotidiana. Sembra inutile continuare a ripetere quali sono i rischi che questi mega progetti portano con sé. Sembra inutile, ma evidentemente è ancora doveroso e necessario. Le criticità appartengono indistintamente ad ogni singolo progetto. Oltre al rischio di incidenti (il più recente avvenuto in Croazia, dove una piattaforma si è inabissata a causa del maltempo), ci sono le più note questioni degli sversamenti in mare, della perdita e la distruzione dell’ecosistema, della flora e della fauna circostante, che poi, ormai contaminata, finisce nelle nostre tavole»

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