Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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Musei anconetani, visitatori in aumento ma solo se non si paga

I dati del Ministero su accessi e introiti dei vari istituti non esaltano la provincia di Ancona superclassata da Pesaro che, tra Urbino e Gradara, fa la parte del leone in regione

Poco più di 14mila visitatori in un anno ma meno del 30% ha pagato il biglietto d'ingresso per un introito che si avvicina ai 20mila euro. Sono i numeri davvero poco entusiasmanti del Museo Archeologico ospitato a Palazzo Ferretti ad Ancona. Dati 2017 diramati dal Ministero dei Beni Culturali che mostrano una provincia, quella anconetana, ampiamente surclassata da Pesaro Urbino che con Urbino e il suo Palazzo Ducale e Gradara, con la Rocca, fa la parte del leone a livello regionale. Il gara è improba: nel 2017 i musei dell'anconetano hanno registrato 94.154 visitatori e introiti per 72.279 euro contro i 382.708 visitatori di Pesaro Urbino con introiti sopra 1,3 milioni di euro. 

Il sito più visitato in provincia è, per altro, la Rocca Roveresca di Senigallia: oltre 44mila visitatori (29,7% paganti) per quasi 50mila euro di introiti. Segue il Museo Archeologico anconateno che, nonostante la più vasta collezione esistente di reperti Piceni e le ricche raccolte greche, romane e galliche, non riesce a volare in un capoluogo che ha da sempre qualche problema ad affrontare seriamente, non solo negli intenti, il capitolo dell'accoglienza turistica. A ingressi, tutti gratuiti, fa meglio il Museo Omero (31.500 ingressi, + 28% rispetto al 2016). Insignificanti i restanti: l'Antiquarium di Numana (poco più di 3mila visite, 2.200 euro in introiti) e il museo archeologico di Arcevia (922 visitatori, 339 euro al botteghino). 

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