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Martedì, 30 Novembre 2021
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Un milione di euro per l'associazione Veryditas: la donazione dei Merloni

L'ingegner Francesco Merloni, 95 anni, e suo figlio Paolo sono stati ricoverati per circa un mese all'ospedale di Torrette. Usciti da questa terribile esperienza hanno deciso di contribuire alla ricerca scientifica

Donazione da un milione di euro all'associazione Veryditas, Onlus di tipo sanitario impegnata con attività scientifiche e culturali a promuovere la tutela della salute e il miglioramento della qualità della vita. E 200mila euro destinati all'acquisto di beni e dispositivi medicali necessari per l'ospedale di Torrette. È la maxi donazione effettuata dalla famiglia Merloni titolare della Ariston Thermo che è stata messa a dura prova dalla pandemia. L'ingegner Francesco Merloni, 95 anni, e suo figlio Paolo sono stati infatti ricoverati per circa un mese presso l'Ospedale Torrette, dove sono stati curati da Marcello Tavio, direttore Malattie infettive agli Ospedali Riuniti di Ancona e presidente della Società italiana malattie infettive e tropicali e da Aldo Salvi, responsabile Medicina Generale azienda ospedaliera universitaria Ospedali Riuniti di Ancona. «Chi è stato colpito dal Covid - ha raccontato Francesco Merloni - sa che l'esperienza della malattia può essere particolarmente severa. La guarigione è stata complessa, è stata un atto di resilienza fisica. La donazione di un milione di euro all'associazione Veryditas è un riconoscimento che la nostra famiglia vuole esprimere agli operatori sanitari dell'Ospedale Torrette di Ancona nel contrastare la pandemia". L'associazione non è solamente un'entità scientifica distante dalla popolazione, ma, come si legge nel suo statuto, Veryditas è laica, aperta, apolitica e volta a promuovere il metodo scientifico per lo studio della natura e della persona. "Un'azione di questa entità non si verifica tutti i giorni - ha commentato Tavio - La famiglia Merloni ha dimostrato non solo grande generosità, ma anche sensibilità e intelligenza, perché questa donazione non finisce solamente in apparecchiature, ma anche e soprattutto in competenza degli operatori. Non sarò mai grato abbastanza a questa famiglia per aver scelto di declinare la generosità in un modo così inedito, perché puntare sulla professionalità invece che su cose concrete e visibili è qualcosa che va a beneficio del territorio, quindi a beneficio di tutti. È stato un grande privilegio conoscere l'ingegnere: quando è stato ricoverato, io e Aldo Salvi abbiamo profuso tutte le nostre forze per salvarlo, ma lui da parte sua ha messo in campo uno spirito, una pazienza e una serenità determinanti per tornare alla vita». 

«Formazione e ricerca non sono perituri - aggiunge Salvi - Occorre che sia alimentata la possibilità di fare tramite protocolli di studio comuni oltre gli stessi strumenti a disposizione. L'associazione Veryditas nasce dal Covid e dalle sfide che questa patologia ci ha posto, ma vuole andare oltre, con l'ambizione di rimanere attiva anche quando, speriamo presto, il Covid diventerà un ricordo. L'obiettivo è di dare profondità di campo alla generosità della famiglia per portare beneficio al territorio, quindi alle persone concrete che potrebbero avere bisogno di un ospedale efficiente e di cure moderne. Le conquiste della scienza sono conquiste per il genere umano». 

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