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Sabato, 15 Giugno 2024
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Liste d'attesa per screening, maglia nera per le Marche

I dati del rapporto della Corte dei Conti 2023 sono stati rielaborati dall’Ires Cgil

MARCHE- «La Giunta regionale dica la verità sui numeri relativi al sistema sanitario: sono finite le parole per descrivere l’atteggiamento propagandistico dell’esecutivo nell’affrontare le questioni ormai priorità dei marchigiani». È il commento di Giuseppe Santarelli, segretario generale Cgil Marche, sul rapporto della Corte dei Conti 2023, i cui dati sono stati rielaborati dall’Ires Cgil, relativo al coordinamento della finanza pubblica. Dall’indagine emerge che le Marche sono peggio delle regioni del Centro e d’Italia rispetto al recupero delle prestazioni non erogate a causa della pandemia e delle liste di attesa per screening.
Spesa sanitaria pro capite: nelle Marche è di 2.190 euro pro-capite,  al di sotto della media nazionale (2.241 euro pro-capite) e sotto la media delle Regioni del Centro (2.270 euro pro-capite). In merito al recupero delle prestazioni sanitarie non erogate a causa della pandemia, per le quali i piani operativi regionali dovevano definire le modalità organizzative, anche in questo caso la lettura dei dati è davvero sconfortante.
I ricoveri programmati: il piano operativo delle Marche aveva previsto per il 2022 un recupero del 75%, pari a 5.135 prestazioni non erogate a causa della pandemia; rispetto all’obbiettivo è stato recuperato solo il 32%, una cifra inferiore al Centro (78%), e alla media nazionale (66%).
Liste di attesa per screening: guardando le prestazioni quelle in attesa erano 44.517. Nel Piano, era previsto il recupero di 8.903 prestazioni. Di queste, quelle conseguite sono il 20%, anche in questo caso performance inferiore rispetto al Centro (27%) e, soprattutto, alla media nazionale (67%).
Le prestazioni ambulatoriali (prime visite, visite di controllo): a fronte di una quota di recupero programmato del 97%, il risultato ottenuto è del 31%, nel centro il 79%, la media nazionale è del 57%. Dunque, il risultato finale è che nelle Marche il recupero delle prestazioni è insoddisfacente.
Spesa sanitaria pro capite: nelle Marche è di 2.190 euro pro-capite,  al di sotto della media nazionale (2.241 euro pro-capite) e sotto la media delle Regioni del Centro (2.270 euro pro-capite).


Ma c’è di più: i risultati conseguiti trovano riscontro anche nell’utilizzo delle risorse economiche stanziate con la legge di Bilancio 2022. Nelle Marche la spesa rendicontata a consuntivo ammonta a circa il 36% del totale del finanziamento (12,8 mln di euro), valore molto limitato e nettamente inferiore al Centro (57%) e all’Italia nel complesso (70%). Dai dati, dunque, si evince che c’è un residuo di oltre 8 milioni di euro. «Per la Cgil Marche questi dati sono davvero preoccupanti – dichiara Loredana Longhin, segretaria regionale Cgil Marche - perché i livelli ottenuti dalla regione hanno tutti un segno negativo. Le Marche fanno peggio delle altre regioni del Centro e della media nazionale. La regione detiene la maglia nera su tutti gli ambiti analizzati e questo significa che le scelte fatte finora da questa Giunta non sono state all’altezza della situazione». I cittadini marchigiani, secondo Santarelli, «non si meritano l’atteggiamento che l’assessore Saltamartini sta tenendo perché la realtà dimostra tutto un altro scenario. Il primo compito della politica è quella di trovare le soluzioni alle criticità, di programmare una strategia a medio – lungo termine, di avere una capacità organizzativa, e non quella di far finta di risolvere i problemi negandoli. Come sindacato abbiamo provato a dare dei suggerimenti che finora sono stati inascoltati, ci auguriamo che prima o poi vengano presi in considerazione, per il bene dei cittadini marchigiani». «Alle oltre duemila persone che sabato scorso hanno sfidato il caldo torrido, accettando l’invito di Cgil Cisl e Uil, vanno date risposte chiare ed inequivocabili, anche a costo di raccontare una realtà scomoda» Conclude Longhin.

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