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Presentato il manifesto programmatico del Gruppo Trans di Arcigay Comunitas Ancona

la sede di Arcigay Comunitas Ancona ha visto la presentazione ufficiale del Manifesto Programmatico di Comunitrans, il primo gruppo Trans strutturato della regione Marche

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Nella giornata di ieri, domenica 29 gennaio 2023, la sede di Arcigay Comunitas Ancona ha visto la  presentazione ufficiale del Manifesto Programmatico di Comunitrans, il primo gruppo Trans*  strutturato della regione Marche. Il Manifesto Programmatico, costruito e redatto dal gruppo, traccia le linee politiche della  Segreteria dell’Associazione e, in un’ottica antipatriarcale, non binaria ed intersezionale, individua  criticità e obiettivi per una migliore qualità di vita delle persone Trans* e non binarie.  In particolare si è rilanciata la necessità di avere professionist* in campo psicologico, medico e  legale che vogliano rendersi disponibili a formarsi su questi temi.  All’incontro hanno presenziato Matteo Marchegiani, Segretario Generale di Arcigay Comunitas  Ancona, Filippo Roberto Rebori in qualità di delegato di Segreteria per i temi Trans* e Steve  Caporalini in qualità di componente del gruppo.  In chiusura dell’incontro si è ribadita la presenza di Rainbow Hub, centro di accoglienza per  persone LGBTQIA+ vittime di discriminazioni e/o violenza, che vede Arcigay Comunitas Ancona  quale partner (insieme al Comune di Fano, COOSS Marche, Arcigay Agorà PU, Coop. Labirinto).  Il progetto, finanziato da UNAR - Presidenza del Consiglio dei Ministri, mette a disposizione  gratuitamente personale per supporto psicologico/psicoterapeutico, legale, mediazione culturale/ linguistica. Qui di seguito il testo del documento presentato:  

Nel gennaio del 2022 è ufficialmente nato il primo gruppo Trans* marchigiano – eterogeneo e  strutturato – in seno al comitato Arcigay Comunitas Ancona. 

Siamo un gruppo di persone, Trans* e non, politicamente impegnate nel promuovere il benessere, la  salute e la libertà dei corpi e dei generi della comunità Trans* nel nostro territorio.  Il gruppo nasce come risposta all'esigenza di creare aggregazione e servizi per le persone T*, non binary, intersex e gender questioning in un territorio afflitto dalla mancanza di ogni tipo di risorsa,  informazione e punti di riferimento. La nostra intenzione è gestire questo spazio di autodeterminazione, socialità, supporto, formazione  e informazione, in un'ottica non binaria, intersezionale e antipatriarcale, dando spazio alle buone  pratiche di cura e ascolto e condividendo i saperi della comunità LGBTQIA+, per dare vita ad un  luogo accogliente e capace di aprirsi al dialogo, anche con altre realtà presenti nel territorio come  istituzioni, scuole, enti e professionistə, allo scopo di gettare insieme un seme sul quale fondare una  società più inclusiva, intersezionale e sicura.  
L’obiettivo cardine è quello di rendere il nostro territorio Trans* Friendly.  Sentiamo l’esigenza di sensibilizzare la società civile e le Istituzioni affinché venga colmato il  vuoto di servizi dedicati alle persone Trans*, a questo scopo ci proponiamo di dialogare e fare rete  con medicə, psicoterapeutə, avvocatə e con le figure professionali che vorranno avvicinarsi ad una  più approfondita conoscenza delle tematiche di genere. 
Vogliamo essere il supporto che non c’è stato fino ad ora e per questo cerchiamo alleatə.  La legge 164 del 1982, datata e ormai inadeguata a consentire l'autodeterminazione di tutte le  persone Trans* e fortemente discriminatoria per le persone non binarie e intersessuali, ci costringe  ad un farraginoso e spesso arbitrario percorso legale per adire a tribunali scarsamente informati  rispetto alle questioni legate alle soggettività Trans*.  
Domandiamo fermamente che l’iter burocratico relativo al cambio dei documenti venga  velocizzato e snellito.  
Il nostro fine ultimo è che esso divenga una mera procedura amministrativa, così che ciascunə veda  riconosciuto il proprio diritto ad esistere nel genere di elezione senza dover subire umiliazioni,  discriminazioni e outing in qualsiasi situazione richieda la presentazione di un documento (ritiro  pacchi alle poste, tesseramento bibliotecario, contratti telefonici, iscrizioni in palestra e  certificazioni mediche, apertura di conti bancari, carte prepagate, abbonamento per i trasporti,  biglietto per il treno, posti di blocco della polizia, eventuali incidenti automobilistici, reclusione,  decesso…).  
Temporeggiare nel fornire documenti a chi sta già intraprendendo un percorso di transizione sociale  e/o ormonale, significa anche privarlə della possibilità di accedere agli ormoni a carico del SSN (come da determina AIFA del 2020), di iscriversi a Centri per l'Impiego o Agenzie per il lavoro e ad  essere in balia della talvolta pessima gestione e impreparazione delle Università e Scuole nel gestire  la carriera alias.  
La sanità pubblica da sempre delega i percorsi di affermazione di genere a strutture private, spesso  non presenti in egual modo in tutto il territorio nazionale e che raramente si dimostrano in linea con  i bisogni delle persone che si rivolgono loro. Chiediamo che tali percorsi vengano seguiti, in ambito sanitario, da strutture pubbliche quali  Asl e medici di base in modo da rendere le pratiche più economiche, snelle ed agevoli. 
Chiediamo che il personale medico sia preparato ad accogliere, gestire e tutelare al meglio la  salute ed il benessere delle persone T* sia medicalizzate che non. Chiediamo che l'accesso gratuito agli ormoni tramite un piano terapeutico, anche in assenza di  documenti rettificati, non venga in ogni modo ostacolato dal personale delle strutture, costringendo  le persone Trans* a fornire più documenti di quelli necessari per legge e sottoponendole a  trattamenti umilianti volti a negare loro farmaci spettanti di diritto.  
È giunto il momento di chiedere con maggiore forza il diritto all'autodeterminazione, il diritto  ad esistere nell'identità che ogni persona sente come propria e a vederla riconosciuta  giuridicamente, fisicamente e socialmente, superando la dicotomia maschile/femminile.  
Chiediamo che venga garantito il diritto al lavoro e ad un reddito che permetta una qualità di  vita consona e soddisfacente. Troppo spesso, infatti, le persone Trans* si vedono discriminate  nell’accesso e nel mantenimento del lavoro.  
I colloqui di lavoro possono essere fonte di angoscia e umiliazione e spesso la candidatura di una  persona identificata come Trans* per aspetto fisico, per look o per il fatto di avere documenti  difformi viene respinta. Il mantenimento e la stabilità del posto di lavoro sono spesso messi a  rischio dallo svelamento, volontario o involontario, della propria condizione Trans*.  Per evitare mobbing e discriminazioni si è dunque portatə a nascondere la propria reale identità di  genere. Abbiamo bisogno di veder riconosciute le carriere alias nelle scuole e nel mondo del lavoro,  per poter vivere serenamente la quotidianità e, contemporaneamente, riteniamo indispensabile che la società civile venga adeguatamente informata e formata al fine di superare ogni tipo di  discriminazione e di stereotipo. 
Ci auguriamo che il nostro manifesto venga accolto positivamente dalla cittadinanza tutta, e i  nostri propositi possano essere di ispirazione per costruire insieme un futuro più inclusivo e  un mondo migliore per le presenti generazioni e per quelle che verranno, affinché ogni  persona possa sentirsi valida per quello che sente, per come è, per quello che esprime.  
Aspiriamo ad una società che non discrimini, che non voglia regolare i corpi e calpestare i  diritti, nella quale le lotte per un progetto comune siano condivise da tuttə, indipendentemente da  etnia, orientamento sessuale, genere, disabilità, status sociale e/o religione praticata.  
Vogliamo una società che guardi al non binarismo non con sospetto ma come una risorsa preziosa,  capace di liberarci dall’etero-cis-patriarcato e da una mentalità che troppo spesso divide e genera  violenza, procurando nocumento ad ogni corpo, trans* e cis, incatenato in continue performance di  genere.  Desideriamo un mondo che rigetti la rigidità degli stereotipi di genere, spesso tossici e opprimenti,  che incatenano corpi e menti a ruoli prestabiliti e ne limitano la libertà di espressione; un mondo  che lasci spazio ad empatia e rispetto reciproco, nel quale si possa imparare ad aprirsi e ad  accogliere tutto ciò che esce dai binari come parte dell’esperienza umana.  Aspiriamo ad un mondo nel quale siano abbattuti i muri dell’ignoranza, lontano dalla realtà becera  che ha affossato il DDL Zan tra esultanze da stadio, come se la discriminazione delle persone che  esulano dal contesto eterocisnormativo sia in qualche modo giustificata e dovuta; un mondo  migliore nel quale le persone Trans* non debbano vedersi denigrate nei titoli di giornale e  costantemente ricordate con i loro deadname.  
Desideriamo con forza e passione scrivere una pagina di storia del nostro territorio, per un  futuro che riconosca finalmente piena dignità ad ogni soggettività.  Cresciamo rigogliosə tra le crepe e gli spazi nascosti dove siamo relegatə, e qui condividiamo non  solo sofferenza, ma soprattutto l'euforia di una comunità basata sulla sorellanza e l'aiuto reciproco,  in un ambiente safe e che prende le distanze dalla preistoria culturale legata al patriarcato.  Siamo corpi liberi, non conformi, diversi, uniti nel rispetto proprio di questa diversità.  Giovanə affamati di giustizia, di vittoria, pienə di obiettivi che non vediamo l’ora di raggiungere.  Riconosciamo l'importanza di una lotta intersezionale che non lasci nessunə indietro: le nostre voci  e le nostre battaglie si uniscono a quelle di tutte le soggettività rese invisibili e relegate ai margini  proprio come noi – persone migranti, disabili, non bianche, sex worker... 
 

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