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Venerdì, 14 Giugno 2024
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Tra commedia e road movie: ecco "Lo chiamava rock and roll", ambientato in Ancona

La pellicola, scritta e diretta da Saverio Smeriglio, è stata ambientata nel capoluogo ed in altre località delle Marche ed apre una finestra importante sul mondo della disabilità

ANCONA - Commedia e road movie, ma soprattutto un film che parla di amicizia, di viaggio come scoperta di sé e di crescita personale, di valori fondanti come condivisione, inclusione, solidarietà, e parla molto anche di Ancona e delle Marche. È "Lo chiamava rock and roll", scritto e diretto da Saverio Smeriglio che lo ha ambientato ad Ancona e in altre località delle Marche. «Girato tra aprile e maggio nel capoluogo - ha sottolineato l'assessore alla Cultura Anna Maria Bertini - è stato per l'Amministrazione comunale e per la città un onore e un piacere ospitarne le riprese, condotte sotto la regia di un nostro concittadino di talento. Abbiamo concesso patrocinio e sostegno ad un progetto che racconta molto del territorio, valorizzandolo attraverso il grande schermo».

Dello stesso calibro le valutazioni di Smeriglio e del cast che ha manifestato soddisfazione e gratitudine per le risorse paesistiche e culturali incontrate, al di sopra delle aspettative, così come della accoglienza ricevuta. «Volevamo mantenere questa storia nei confini delle Marche - ha detto il regista affiancato dagli attori protagonisti Federico Villa, Andrea Montovoli, Ivana Lotito e Nicola Nocella. Sia perché è ancora poco scoperto sia perché avevamo tutto ciò che serve. Ringraziamo il Comune e l'assessorato alla Cultura in particolare, le istituzioni e le associazioni per il sostegno e per l'ospitalità straordinari». «Quale migliore modo di valorizzare un territorio - ha aggiunto Nocella, co-sceneggiatore - se non investire in un film?».

Un film che apre una finestra importante sul mondo della disabilità (che pure non è l'argomento centrale) e che ha riscosso la piena adesione di numerose istituzioni e associazioni quali CIP, Anmil, Aida, Omar, Uildm, Ogni giorno per Emma e Un petalo per Margherita, oltre alla Federazione ciclistica italiana, in gran parte presenti alla conferenza stampa. Così come il Centro Clinico NeMO di Ancona (rappresentato da Sonia Brunetti), attivo dal 2022 presso l'AOU delle Marche e una delle otto sedi del network nazionale dei Centri NeMO, che si occupa della cura delle persone con Sla, Sma e Distrofie Muscolari. Il NeMO Ancona è punto di riferimento nelle Marche, nei territori del Centro Italia e nella costa Adriatica, per le famiglie che affrontano queste patologie. Il centro ha offerto pieno supporto e ospitalità alla produzione, al punto che alcune comparse sono state acquisite spontaneamente durante la frequentazione del Centro, in aggiunta a quelle ottenute tramite casting.

Significativo l'intervento del Presidente CIP Marche Luca Savoiardi, che ha fatto presente come l'iniziativa abbia sposato in modo naturale le finalità del Comitato Paralimpico e come anche le persone disabili possano dare un contributo alla crescita sociale, economica e produttiva del terrorismo. La Presidente Anmil Ancona, Graziella Nori, ha acceso una luce sul dramma che vivono le vittime di incidenti e sulla necessità di dare loro voce e prospettive. Un film come quello girato ad Ancona e nelle Marche, con un cast di ottimi interpreti, può dare un contributo determinante -hanno convenuto i presenti- alla crescita della cultura del rispetto, della solidarietà e della inclusione sociale.

Un invito a vedere il film (nelle sale presumibilmente a fine anno o inizio 2025) e a tornare a riempire i cinema, sfuggendo l'isolamento e la dipendenza dai dispositivi di uso individuale è stato il messaggio finale del cast della pellicola e di tutti i suoi sostenitori.

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