Lavoro autonomo, pesantissimo l'impatto del Covid: il rapporto di Confprofessioni

Il quadro aggiornato sul mondo professionale nelle Marche. Il presidente Giacobelli: «Drammatiche le conseguenze dell'emergenza sanitaria»

Foto di repertorio

Un’analisi approfondita del mondo professionale nella nostra regione e con gli ultimi dati disponibili: l’Osservatorio sulle libere professioni di Confprofessioni ha pubblicato il nuovo Rapporto sulle libere professioni nella regione Marche. Un documento inedito che analizza nel dettaglio il ruolo essenziale dei professionisti nel mercato del lavoro, da ribadire e rafforzare ancor di più in un periodo così difficile: «Le drammatiche vicende di queste ultime settimane dovute all’epidemia da Coronavirus – ha dichiarato il presidente di Confprofessioni Marche, Gianni Giacobelli - hanno avuto un impatto pesantissimo, come mai in passato, sui liberi professionisti e più in generale sul lavoro indipendente. Ne sono testimonianza le misure governative e regionali per fronteggiare l’emergenza, estese per la prima volta al nostro settore, una realtà economica e sociale spesso poco conosciuta e mai abbastanza valorizzata sia a livello nazionale, sia a livello territoriale». 

Il Rapporto 

Il Rapporto, infatti, rappresenta un’assoluta novità perché sinora non si disponeva di informazioni così aggiornate e dettagliate sul mondo dei professionisti marchigiani: per colmare questa asimmetria informativa, Confprofessioni, la più importante organizzazione di rappresentanza delle libere professioni, firmataria del Contratto collettivo nazionale di lavoro degli studi professionali, già da 4 anni ha impegnato il proprio Osservatorio sulle libere professioni nella pubblicazione di un Rapporto di approfondimento sulla realtà economica e sociale del settore professionale, che ora viene ulteriormente arricchito con un’analisi economica aggiornata e affidabile sulla nostra regione, con l’obiettivo di offrire ai decisori pubblici un’informazione statistica completa e affidabile. Nel Rapporto sulle libere professioni nella regione Marche è stato raccolto il maggior numero di dati, caratteristiche e tendenze sull’attività libero-professionale e sul lavoro indipendente, fornendo un quadro puntuale sulla nostra situazione economica. Di seguito si analizza il ruolo dei liberi professionisti nel mercato del lavoro sia dal punto di vista occupazionale sia approfondendo le caratteristiche socio-demografiche. Con poco più di 1milione 430mila unità, l’aggregato dei liberi professionisti, nel 2018, costituiva oltre il 5,5% delle forze lavoro in Italia e il 26,9% del complesso del lavoro indipendente. Nelle Marche, i liberi professionisti rappresentano il 25,3% degli indipendenti, costituendo il comparto più consistente dopo i lavoratori autonomi.

Alta densità di professionisti ma Pil pro capite basso

Nella relazione tra il Pil pro capite e l’incidenza dei liberi professionisti nelle regioni italiane, si nota come a valori maggiori di Pil pro capite corrisponda una maggior densità di liberi professionisti. Inoltre, le regioni che detengono i valori più bassi per entrambe le dimensioni sono quelle del Mezzogiorno. Le Marche, però, non riflettono questa relazione: presentano, infatti, valori superiori alla media italiana rispetto al numero di liberi professionisti per mille abitanti ma il Pil pro capite (in media, circa 25.000 euro all’anno) è inferiore al dato nazionale. Tendenzialmente la libera professione viene svolta come attività principale. Le Marche presentano una distribuzione più sbilanciata verso coloro che svolgono la libera professione come prima attività (più del 97%) rispetto ai valori registrati a livello nazionale e di ripartizione.

Boom di professionisti nelle Marche

Le Marche rientrano tra le regioni che mostrano un incremento maggiore del numero di professionisti: sono al 4° posto in Italia, dopo Campania, Molise e Veneto, con una crescita del 31,5% dal 2010 al 2017. Nell’ultimo anno (2018), però, risultano in calo, passando, in valore assoluto, da 42.500 a 39.330 (dato riferito al valore puntuale).

Più imprenditori e liberi professionisti, meno agricoltori 

Per quel che concerne l’andamento del numero di dipendenti ed indipendenti dal 2011 al 2018, sia a livello nazionale sia a livello di aggregato regionale, nel periodo considerato, gli indipendenti hanno subito un drastico calo. Di converso, per i dipendenti, sia in Italia sia nel Centro sia nelle Marche, si registra una crescita rispettivamente del +3,8%, +6,4% e +2,5%. Osservando l’andamento delle sottocategorie degli indipendenti, è possibile notare una certa eterogeneità. I lavoratori autonomi e gli altri lavoratori indipendenti subiscono un forte calo in tutte le aree geografiche considerate. In particolare, i lavoratori autonomi costituiscono una quota particolarmente significativa dei lavoratori indipendenti e sono suddivisi al loro interno in agricoltori, artigiani e commercianti. Tali gruppi presentano dinamiche simili, registrano infatti tutti un forte calo, ma la categoria che presenta una maggiore diminuzione varia a seconda della ripartizione: in Italia i commercianti (-12,7%) e, sia nel Centro che nelle Marche, gli agricoltori (rispettivamente -13,3% e -16,2%). Per quanto riguarda invece l’andamento del numero di imprenditori nelle tre aree considerate si registra un considerevole aumento (del 129,3% nelle Marche). In particolare, la classe dei liberi professionisti dal 2011 al 2018 presenta un incremento: in Italia del 17,1%, nel Centro del 17,4% e nelle Marche del 17,9%.

Crescita di professionisti nei servizi alle imprese e tempo libero

Osservando la crescita, nel periodo in esame (2011-2018), per settore di attività economica, riscontriamo che a livello nazionale e di ripartizione è presente un incremento dei lavoratori coinvolti in tutte le aree, eccezione fatta per “Commercio, finanza e immobiliare” che presenta una lieve diminuzione se si considera il Centro. Le categorie che mostrano un aumento maggiore sono invece “Veterinari e altre attività scientifiche” e “Sanità e assistenza sociale”. Le Marche, invece, mostrano una riduzione nelle aree “Area legale” (-3,2%), “Area amministrativa” (-3%) e, soprattutto, “Veterinari e altre attività scientifiche” (-33,8%) e una forte crescita nel settore “Servizi alle imprese e tempo libero” (+74,5%).

Il libero professionista lavora sempre meno da solo

I liberi professionisti detengono un ruolo chiave nel processo di crescente e accelerata terziarizzazione. Il loro contributo si realizza anche in termini di creazione di lavoro dipendente: al 2018 si contano oltre 204mila liberi professionisti datori di lavoro. In particolare, nelle Marche la composizione (% del 2017) di liberi professionisti con dipendenti risulta più elevata (15,7%) sia di quella registrata a livello nazionale (14,4%) sia di quella evidenziata per la ripartizione geografica Centro (15,1%). Conclusione analoga se si osserva la variazione relativa al periodo del 2010-2017: nelle Marche la variazione dei professionisti con dipendenti (39,2%) è superiore a quella dei liberi professionisti che portano avanti la loro attività senza assumere lavoratori dipendenti (30,1%).

Lieve incremento nelle attività scientifiche e tecniche 

Analizzando le quote di liberi professionisti datori di lavoro con dipendenti per settore di attività economica nelle Marche (tra gli anni 2011 e 2018), si nota che l’andamento delle quote risulta particolarmente legato alla tipologia di settore e si assiste infatti ad una particolare eterogeneità. Dal 2011, come visto a livello nazionale, nelle Marche si osserva una riduzione di tali quote (“Assistenza sanitaria”, “Commercio, Finanza e Immobiliare” e “Servizi alle imprese e tempo libero”) e l’unico settore a registrare un lieve incremento risulta essere “Attività scientifiche e tecniche”.

Poche donne nelle libere professioni

 In Italia, la percentuale di donne nelle libere professioni risulta di poco inferiore al 36%. Nelle Marche la percentuale è del 30,8%, per quanto comunque superiore al dato medio della ripartizione Centro (27,8%). Si registra inoltre un ampio divario di genere nella libera professione, a favore degli uomini già nella fascia 15-34 anni. La distribuzione per genere ed età, mostra come per le due fasce di età 55-64 e 65+, il gap di genere sia superiore a quello riscontrato nelle fasce più giovani. Si osserva che, per i più giovani, la differenza di genere è pressoché nulla ad eccezione però delle Marche che evidenziano un forte gap già nella fascia 15-34 anni: le libere professioniste sono solo il 35% (gli uomini il 65%) mentre la media nazionale è rispettivamente del 49%, in confronto al 51% di uomini. Il divario è ancor più ampio, se pur in linea con i dati sull’Italia, nelle fasce di età 45-54 anni (29% a fronte del 71% degli uomini), 55-64 anni (21% contro il 79% degli uomini) e, ancor di più, negli over 65 anni (15% rispetto al 85% di maschi). Le donne nelle libere professioni sono in minoranza, ma hanno una formazione più qualificata degli uomini: la quota di laureate è del 83% a fronte del 56% dei colleghi maschi. In Italia, le libere professioniste, però, hanno una formazione mediamente più qualificata dei colleghi maschi. La maggior parte delle libere professioni richiede l’iscrizione ad ordini o albi, per i quali è necessario il conseguimento della laurea. Per questo, quasi i due terzi dei liberi professionisti nel 2018 risultano in possesso di questo titolo. In questo ambito, il gap di genere è nettamente a favore delle donne: nelle Marche, la quota di professioniste laureate è del 83% rispetto al 56% dei colleghi maschi, anche al di sopra dei dati medi italiani (80% di laureate contro il 65% di professionisti uomini).

Attività prevalenti 

 Il 40% dei professionisti delle Marche è occupato nelle “Attività professionali, scientifiche e tecniche”, settore che racchiude principalmente attività legali, di contabilità, amministrative, di consulenza aziendale, architetti e ingegneri, e veterinari, mentre “Servizi alle imprese e tempo libero” risulta essere il settore più numeroso (26%) seguito da “Area tecnica” e “Sanità e assistenza sociale” (17%). L’ambito della “Sanità e assistenza sociale” è quello che comprende la quota più elevata di professionisti che esercitano la libera professione come secondo lavoro (10,3%). Un altro ambito in cui la percentuale è abbastanza elevata è “Servizi alle imprese e tempo libero” (3,5%). Negli altri settori questa modalità rimane al di sotto dell’1,9% e, per molti, risulta pressoché nulla.

Diminuiscono i professionisti fra i 15 e 34 anni 

Nelle Marche, le uniche due aree che dal 2011 al 2018 registrano un aumento dei liberi professionisti nella fascia d’età 15-34 anni sono “Area tecnica” e “Veterinari e altre attività scientifiche”. Di converso, nelle restanti aree la riduzione più significativa si riscontra per la categoria “Servizi alle imprese e tempo libero” che passa dal 38% al 17%. In generale, la quota dei liberi professionisti giovani nelle Marche risulta in calo: si passa dal 22% nel 2011 al 16% nel 2018 La quota di lavoratori con più di 55 anni, ovvero di coloro che hanno già molti anni di carriera alle spalle, risulta in aumento in tutti i settori di attività economica. Il settore che registra la crescita maggiore è “Area amministrativa” che passa dal 11% del 2011 al 37% del 2018. A differenza di quanto osservato per i liberi professionisti più giovani, in questo caso, il totale dei professionisti over 55 risulta in aumento: dal 19% al 29% nel periodo considerato. Tra i giovani il settore privilegiato è “Veterinari e altre attività scientifiche” mentre quasi la metà dei professionisti over 55 lavora in ambito “Sanità e assistenza sociale”. Nel 2011 il settore privilegiato dai giovani professionisti è “Servizi alle imprese e tempo libero” (38%) mentre nel 2018 risulta “Veterinari ed altre attività scientifiche” (35%). Fra gli over 55 anni, quasi la metà dei professionisti lavora in ambito di “Sanità e assistenza sociale” (48%), anche se, nel 2011, il primato era condiviso con il settore “Commercio, finanza e immobiliare” che risulta però in calo nel 2018.

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