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Venerdì, 1 Luglio 2022
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Legambiente boccia il "nuovo porto di Ancona": «La sostenibilità non può esistere in questi progetti»

Il presidente regionale Marco Ciarulli ha espresso i suoi dubbi sul progetto. Le criticità riguardano anche il turismo

ANCONA- Il tema del nuovo porto di Ancona è al centro dell’attenzione in questi ultimi giorni. Riprendendo le parole dell’assessore Ida Simonella, al netto dei lavori che dovranno essere eseguiti, le caratteristiche principali dell’opera riguarderanno sostenibilità e tutela ambientale. In questo senso Legambiente Marche, rappresentata dal suo presidente Marco Ciarulli, si è espressa in modo chiaro sulla vicenda evidenziando il proprio pensiero sull’argomento porto: «Concettualmente i grandi progetti come questo non trovano riscontro sostenibile e, se la trovano in ambito economico, è solo nel breve periodo. Come Legambiente non possiamo essere favorevoli a questo tipo di attività di enorme impatto ambientale, realizzativo, energivoro che sotto il piano dell’offerta turistica lasciano molti interrogativi. Un porto di questa portata è rivolto a grandi navi con turismo che difficilmente si coniuga con le esigenze di sviluppo economico per la città. Fatta eccezione per qualche cena, qualche colazione non prevediamo grandi benefici per Ancona in questi termini. Non siamo in linea con le esigenze odierne».

Il nuovo porto

Per prima cosa si interverrà sul Molo Clementino, lungo 350 metri e modellato per ospitare le grandi navi con tanto di elettrificazione per il rispetto delle politiche green. Per l’operazione sono stati già stanziati 22 milioni di euro al fine di evitare i limiti del Pnrr. C’è poi il nodo del terminal crociere (che proverà a rispettare una tempistica di massimo due anni e mezzo dall’inizio dei lavori), a cui potrebbe partecipare qualche privato come Msc, a cui nei giorni scorsi è stato associato un nome di grido come quello dell’architetto Renzo Piano. Nell’idea del nuovo porto un ruolo predominante l’assumeranno i traghetti che, secondo quanto emerso giorni fa, dovrebbero essere spostati nelle banchine 19-20-21 per eliminare le emissioni inquinanti rilasciate. Quelle stesse emissioni che hanno portato alle tante critiche dei mesi scorsi. Contestualmente per le merci sarà pronta la banchina 27 e, come ciliegina dell’operazione, la proroga di un anno da parte del ministero dei 40 milioni euro per il raddoppio di Fincantieri, opera da 80 milioni di euro.

La strada verso il green

L’ultimo pensiero di Ciarulli è stato rivolto al famoso tema del “green”, intendendo più in generale il rispetto ambientale: «Ormai tutti parlano di green e sostenibilità. E’ diventata quasi una moda. Troppo spesso vengono enunciate solo ricette ma in realtà sono vecchi modelli che il tempo ha dimostrato di essere anacronistici. Ogni città, ogni situazione ha le sue esigenze e andrebbe capito. Le parole non supportate dai fatti e dalle politiche attive lasciano il tempo che trovano».

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