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Le proposte di Italia Nostra per la città futura: Area Marina Protetta e porto nel confronto con i candidati sindaci

In conferenza stampa l'Associaizone ha sottolineato anche le mancanze dell'Amministrazione uscente

ANCONA- Metropolitana di superficie, Area Marina Protetta, porto, decoro urbano, mobilità sostenibile e molto altro. Italia Nostra ha elaborato delle proposte per lo sviluppo di Ancona e per il miglioramento della qualità della vita che presenterà ai sei candidati a sindaco giovedì 13 aprile alle ore 17 al Teatrino San Cosma. Il confronto è stato organizzato dalle associazioni ambientaliste Italia Nostra, Legambiente, Forum Paesaggio, Portonovo per Tutti, Lav, No fumi. Cinque domande alle quali i candidati dovranno rispondere in tre minuti. «Non appoggiamo nessuna lista elettorale- dichiara Maurizio Sebastiani, vicepresidente Italia Nostra sezione di Ancona-. Già nel 2013 e nel 2018 avevamo presentato ai candidati sindaci le nostre proposte per lo sviluppo di Ancona chiedendo che si impegnassero nel realizzarle, ma ciò non è avvenuto». L’associazione ricorda in particolare tre scelte portate avanti nell’ultimo quinquennio dall’Amministrazione uscente «contrarie agli interessi dei cittadini nella tutela della salute, dell’ambiente e dei beni culturali. Non sono stati presi provvedimenti dopo i risultati del Progetto Inquinamento Atmosferico (P.I.A.) concluso nel 2021 e coordinato dal prof. Bonifazi dal quale è emerso che nel periodo 2013-2017 ci sono stati 550 decessi in più (110 all’anno) rispetto a quelli attesi nelle aree centrali di Ancona, dovuti a livelli di inquinamento superiore ai limiti posti dall’OMS- commenta Sebastiani-. La nostra opposizione riguarda anche la realizzazione del porto crocieristico sul molo Clementino. Ciò significherebbe più inquinamento ai danni dei cittadini- i costi annuali previsti sono pari a 15,3 milioni di euro- e la non valorizzazione del porto antico. Infine, l’Area Marina Protetta del Conero. L’amministrazione, dacché era favorevole, si è schierata sul versante opposto ed ha negato ai cittadini il diritto di esprimersi con un referendum pubblico». Italia Nostra ricorda l’insuccesso di Ancona Capitale italiana della Cultura; lamenta la mancanza di dialogo e confronto con i cittadini e parla del fallimento di iniziative di coinvolgimento degli anconetani come in Strategicancona e nel Pums (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile). Nella visione strategica della città, l’associazione sottolinea come non si possa prescindere dall’emergenza climatica a cui tutte le scelte devono essere conseguenti.

Tra le proposte avanzate il consumo “zero” di suolo evitando nuove espansioni urbane e recuperando l’edilizia esistente; l’allontanamento del porto commerciale verso la Banchina Marche intervenendo quindi sul Nuovo Piano Regolatore del Porto; per la tutala della salute e la mobilità dolce Ztl in centro e al Piano San Lazzaro aperte solo ai residenti e ai veicoli elettrici e ibridi, privilegiando l’utilizzo del trasporto pubblico e di mezzi alternativi alle auto. «Riteniamo fondamentale riaprire la stazione marittima per collegare il centro cittadino all’hinterland. La stazione di Torrette, che funziona bene, è nata proprio dentro al progetto della metropolitana di superficie. È miope abbandonare l’dea della metropolitana di superficie anche perché c’è il progetto dell’uscita a nord» afferma l’arch. Riccardo Picciafuoco. E ancora, tra le proposte più cultura, decoro urbano e recupero del patrimonio storico e artistico. «Ok le iniziative culturali ma l’amministrazione ha lasciato alla Soprintendenza la tutela dei monumenti. Fare cultura non significa solo organizzare eventi ma recuperare la memoria artistica, architettonica e storica della città- commenta Maurizio Sebastiani-. Tra le nostre proposte ad esempio c’è la valorizzazione del Parco del Cardeto che potrebbe diventare un parco letterario. Siamo contrari alla sua privatizzazione e all’apertura di un ristorante al faro che porterebbe solo auto». Altri punti salienti la costituzione dell’Area Marina Protetta e la tutela del patrimonio ambientale della città, con ad esempio la realizzazione di un bosco urbano nel parco del Posatora. Infine, sviluppare un’economia scientifica e culturale. «La qualità della vita di una città si misura anche nella sua bellezza. Decoro non vuol dire solo asfaltare le strade, ma curare le cose quotidiane- dice Picciafuoco-. L’amministrazione si è preoccupata dell’utilizzo di ingenti finanziamenti per le grandi opere a discapito delle cose del quotidiano».

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