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Primo maggio | Lavoro dopo due anni di Covid: donne più colpite per infortuni e disoccupazione

Dall’inizio dell’anno nelle Marche sono state oltre 5 mila le denunce per infortunio sul lavoro. Di queste ben il 70,2% hanno interessato le donne. Il punto con la presidente dell'Ordine degli Psicologi delle Marche

ANCONA - Dall’inizio dell’anno nelle Marche sono state oltre 5mila le denunce per infortunio sul lavoro. Di queste ben il 70,2% hanno interessato le donne, da sempre le più svantaggiate all’interno del mondo del lavoro, cui si è sommata la pandemia. L’aumento dei casi di infortunio sul lavoro ha riguardato tutte le province, ma più intensamente quelle di Macerata e Ancona (rispettivamente 1135 e 1926 casi, fra uomini e donne). Nelle Marche su dieci lavoratori infortunati, sette sono donne: nel 28,3% dei casi hanno un’età compresa fra i 35 e i 60 anni, mentre le giovani fino ai 34 anni sono state pari al 12%. Nella nostra regione, nel solo bimestre gennaio e febbraio, secondo dati ISTAT, il 59,7% delle denunce di infortuni proviene dal mondo ospedaliero, in cui le risorse umane sono per la maggioranza donne. «Con molta probabilità l’alto numero di infortuni sul lavoro che coinvolgono le donne vede tra le cause principali l’eccesso di stress legato ai tanti adempimenti quotidiani -  commenta la presidente Ordini Psicologi delle Marche, Katia Marilungo, che fa anche parte del Comitato per le Pari Opportunità della Regione Marche -. Oltre ai carichi lavorativi, sulle donne grava la gran parte dei compiti familiari, non solo riguardo la cura dei figli ma anche per l’assistenza di persone anziane o malate. Questo genera alti livelli di stanchezza e talvolta anche perdita di concentrazione o stati di confusione, che espongono le lavoratrici ad un maggior rischio di infortuni. Per questo – sottolinea Marilungo – è necessario porre una particolare attenzione alla situazione delle donne nei contesti lavorativi».

 
Se con il Covid, a livello globale, la già precaria situazione lavorativa delle donne ha messo in luce tutte le lacune dal punto di vista della disparità fra i sessi, in occasione della festa dei lavoratori del prossimo 1 maggio è bene ricordare ancora una volta che la figura femminile risente a livello nazionale del suo essere legata alla sfera familiare: secondo ‘il Sole 24 Ore’ la percentuale di donne che ha perso il lavoro nel 2020 è stata doppia rispetto a quella degli uomini, con un gap sul tasso di occupazione tra donne e uomini passato da 17,8 punti del 2019 ai 18,3 punti percentuale in favore di questi ultimi. Non va inoltre dimenticato che le donne faticano di più a reinserirsi nel mondo del lavoro, costituendo così la fascia più penalizzata dall’attuale situazione storica. Non a caso l’Ordine degli psicologi marchigiani da tempo sta lavorando in sinergia con l’Ordine dei consulenti del lavoro e con le due commissioni pari opportunità per fare il focus sul ruolo della donna nel mondo del lavoro legato agli esiti del covid. Dal 2020 l’Ordine degli psicologi ha organizzato molti webinar ed incontri formativi, aperti agli iscritti e alla cittadinanza, per aumentare la sensibilizzazione nei confronti dell’importante tema del ruolo della donna all’interno della società.

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