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«Tra mistero e drammi familiari», una vita per la scrittura: l'anconetana Manuela Giacchetta alla prova del terzo romanzo

Si chiama “La chiave di Nona” ed è la terza fatica letteraria della scrittrice anconetana Manuela Giacchetta. Il romanzo, edito da Las Vegas Edizioni, ha stupito tutti quanto a vendite. La libreria Feltrinelli è già al terzo riordino

ANCONA - Ci sono voluti dieci anni prima di arrivare alla stesura definitiva. Il terzo romanzo di Manuela Giacchetta, “La chiave di Nona”, ha avuto una gestazione quasi stregata. Tanto che sarebbe dovuto uscire nelle librerie ad ottobre, ma un errore di stampa ha costretto l’editore a ritirare tutte le copie e tornare sul mercato a dicembre. Adesso, finalmente, il libro è in vendita. «E sta andando anche benissimo - commenta soddisfatta l’autrice - gli ordini online fioccano, e la Feltrinelli è addirittura al terzo riordino». Segno che la scrittrice ha seminato bene con i precedenti due romanzi ed è riuscita a costruirsi un pubblico. 

La vita per la scrittura 

Manuela Giacchetta ha 50 anni, scrive da quando ne ha 11. Ma l’esordio letterario è arrivato solamente nel 2011 con il romanzo “Bowling e margherite”. «Che tra l’altro avevo scritto parecchio tempo prima - racconta l’autrice - ma non avevo mai pensato di pubblicarlo». Poi è arrivata la gravidanza e un lungo periodo per potersi dedicare di nuovo alla sua passione. «Mi sono messa rileggere il mio romanzo e l’ho trovato divertentissimo - racconta Manuela mentre si lascia scappare una risata - così l’ho corretto un po’, l’ho rifinito e ho deciso di darlo alle stampe». A quel punto è scattata la ricerca delle case editrici. «Ho provato con quelle più grandi, ma non è stato semplice - spiega - così ho scritto a due-tre case editrici indipendenti e, con grande sorpresa, mi hanno risposto subito». Ed ecco che è arrivato il contatto con l’attuale casa editrice di Manuela, con cui è arrivata a pubblicare ben tre romanzi. 

I sapori della scrittura

Quando si chiede a Manuela quale sia il genere in cui rientrano i suoi libri, la risposta arriva precisa e immediata: «la mia è narrativa non di genere - sottolinea la scrittrice - perchè nei miei libri ci sono più sapori: ad esempio in quest’ultimo c’è il mistero, ci sono i drammi familiari». “La chiave di Nona” ha come tema centrale la musica: le due protagoniste, Agata Romanenko e Nona Martini, sono due violoncelliste che si lanciano alla ricerca della propria identità, una nel passato attraverso la musica, e l’altra nel presente attraverso il silenzio. «Scrivere un romanzo è un percorso difficilissimo - afferma Manuela - si può avere un’idea, un’ispirazione, ma esserle fedele per tutto il tempo della stesura del romanzo è una cosa molto complicata. E poi ci sono i personaggi, che devi conoscere a fondo, meglio di quanto non conosca te stesso». Ma a quanto pare Manuela è sempre riuscita a restare fedele alle sue intuizioni letterarie, tanto che nel 2017 è anche arrivata seconda al Premio Fogazzaro con il racconto dal titolo “I numeri di Anna Recanatini”. Mentre adesso è completamente rapita dalla scrittura dei suoi prossimi lavori: «ho appena terminato la prima stesura di un romanzo per ragazzi - afferma Manuela - e ho cominciato a buttare giù le prime pagine di un altro romanzo che, però, non so quando terminerò». Dunque le tante ispirazioni che si intrecciano nella mente della scrittrice anconetana trovano forma e colore nelle pagine dei suoi stessi romanzi. Anche quando tra un libro e l’altro, in mezzo passano anni di silenzio.

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