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Martedì, 21 Maggio 2024
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Un caffè con il candidato sindaco Enrico Sparapani del Movimento 5 Stelle: «La nostra priorità è portare più turisti ad Ancona»

Ultimo appuntamento con la nostra rubrica dedicata alle interviste ai sei candidati sindaco alle elezioni comunali del 14 e 15 maggio. Oggi tocca Enrico Sparapani del Movimento 5 Stelle

ANCONA- Un caffè con il candidato sindaco. Ultimo appuntamento con la nostra rubrica dedicata alle interviste ai sei candidati sindaco alle elezioni comunali del 14 e 15 maggio. Li abbiamo incontrati in un bar e di fronte ad una tazzina di caffè abbiamo parlato dei loro programmi elettorali. Sei domande uguali per ciascuno su temi cruciali per il futuro della città, due minuti per rispondere ed illustrare i propri progetti per Ancona. Le interviste sono state pubblicate in ordine alfabetico, a partire da lunedì 8 maggio. Dopo Marco Battino di Ripartiamo dai Giovani, Roberto Rubegni di Europa Verde, Francesco Rubini di Altra Idea di Città, Daniele Silvetti, candidato sindaco del centrodestra e Ida Simonella, candidata sindaco del centrosinistra, siamo arrivati all’ultima intervista. Oggi è il turno Enrico Sparapani, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle. 

Enrico Sparapani, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, come vorrebbe vedere Ancona trasformata tra 5 anni? «Vorrei vedere una città sicuramente più pulita e decorosa, piena di gente, di turisti. Vorrei vedere attività aperte quando attraccano le crociere. Una città più sostenibile, con meno traffico perché le auto vengono lasciate nei parcheggi esterni al centro. Vorrei vedere valorizzato maggiormente il patrimonio culturale, il porto antico e la nostra storia per cercare di portare più turisti in città e ravvivare la nostra bellissima Ancona».

L'INTERVISTA VIDEO A ENRICO SPARAPANI DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Il porto è il motore economico della città, come valorizzarlo dal punto di vista commerciale, storico e turistico? «Dobbiamo cercare di ricollegare il porto alla città. Ha una storia lunga 2.500 anni e racchiude 27 reperti. Per il futuro vediamo il porto antico liberato dalle navi che saranno spostate verso l’area Marche, l’ex Zipa. Siamo contrari all’ampliamento del molo Clementino che sarebbe un prolungamento del porto storico e quindi, una totale colata di cemento. Nel momento in cui si trasferiranno le navi nell’area Marche, sarà utilizzata la ferrovia per portare fuori i containers e le merci su rotaia. Questo è già presente nel piano regolatore di 30 anni fa ed è in fase di progettazione. Il porto deve essere collegato all’uscita a nord che aspettiamo da tanti anni ma di cui non vediamo mai la fine».

Qual è la sua idea di mobilità sostenibile? «L’amministrazione comunale fino ad oggi ha solo portato auto, traffico e inquinamento in città. L’inquinamento è divenuto insopportabile ed è causato non solo dal traffico veicolare ma anche per quello del porto. Dobbiamo diminuirlo. Noi riteniamo che sia importante lasciare fuori le auto, soprattutto per i pendolari che tutti i giorni entrano in centro, e optare per mezzi pubblici elettrici. Vanno create nuove piste ciclabili, anche Torrette può essere collegata alla città. Infine, far entrare in centro mezzi sempre meno inquinanti».

Si parla molto di decoro, che cosa fare nel concreto per rendere Ancona una città più accogliente? Comprendendo anche le frazioni ovviamente… «Decoro vuol dire anche turismo, parte fondamentale per l’economia della nostra città. Riuscire a rendere Ancona più decorosa significa vivacizzarla e a portare giovani. Si pensi che il presidio del verde è gestito solo da 6 persone, di cui 2 con problemi fisici che devono solo verificare, quindi decoro e verde sono gestiti da aziende private. Il decoro e il verde riguardano anche i parchi dove dobbiamo reinserire dei punti di interesse. Pensiamo al Cardeto, a Posatora o alla Cittadella dove c’era un bar che fungeva anche da ritrovo per i giovani, mentre ad oggi non c’è più niente. Dobbiamo cercare di rendere questa città più pulita e decorosa per incentivare il turismo che è quello che più ci serve. Secondo un report della Cna, il 20% delle attività economiche ad Ancona ha chiuso».

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Il turismo non è fatto solo dalle crociere del venerdì, come incentivare l’arrivo e la permanenza dei visitatori? Come rendere Ancona una città turistica? «La priorità del Movimento 5 Stelle è di portare più turisti ad Ancona. Spesso abbiamo portato avanti l’idea dei musei virtuali, cioè andare a ricreare quelle parti mancanti dei reperti storici per fra riviere quello che nel corso di 2.500 anni è andato a mancare, ad esempio dell’anfiteatro romano. Questo può rendere la città appetibile. Realizzare poi app e portali per fra conoscere meglio la città, spot, pubblicità, pacchetti turistici organizzati dal Comune per far arrivare più persone e farle restare. Dobbiamo pensare che ad Ancona mancano alberghi e strutture ricettive e per questo molti, ad esempio, scelgono Senigallia dove c’è più offerta. Gli edifici degradati possono essere riqualificati per far sorgere hotel e alberghi aiutando così gli operatori del settore ed incentivando il turismo».

La frase che molto spesso si sente dire dai giovani è che ad Ancona non c’è niente. Cosa fare per rispondere alle loro esigenze in termini di movida, eventi, iniziative, spazi di aggregazione? «Per i giovani c’è molto da fare. Il report dell’Istat 2022 ci dice che il 60% degli studenti residenti vanno fuori Ancona. I giovani iniziano a mancare in città. È importante rendere Ancona attrattiva e turistica, creare lavoro perché il giovane ha bisogno di sicurezze. A parte un mese per Natale, per gli eventi l’amministrazione uscente non ha fatto assolutamente niente, città deserta. Noi in estate pensiamo di fare due eventi: uno sulle eccellenze marchigiane e uno sugli spensierati anni ‘80 che deve divenire una manifestazione importante tanto quanto il Summer Jamboree di Senigallia. Per quanto riguarda i punti di aggregazione, cercare di utilizzare locali dove si potrebbe creare anche uno smartlab. Abbiamo avuto un incontro con una ragazza di Rovereto che ha creato una struttura dove i giovani si incontrano, fanno teatro e aiutano anche le persone anziane ad utilizzare lo smartphone, per esempio. Dobbiamo fare tanto, bisogna metterci tanta buona volontà e fare in modo che i giovani restino in questa città».

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