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Stop alla plastica usa e getta: ecco gli imballaggi riutilizzabili per fare la spesa

Firmato il protocollo di intesa promosso da ATA Rifiuti con Univpm ed associazioni di categoria per prevenire i rifiuti di plastica grazie a contenitori riutilizzabili

ANCONA - Un sacchetto retato in cotone per l’ortofrutta e contenitori in plastica rigida riutilizzabili tipo tupperware sono i protagonisti di ‘Libera la spesa’, il progetto ecosostenibile coordinato da ATA Rifiuti presentato ieri pomeriggio all’Università Politecnica delle Marche, presso il Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente. Addio quindi agli involucri di plastica, ingombranti per la raccolta differenziata tanto quanto dannosi per l’ambiente se dispersi; se è vero che un cittadino inizia a produrre rifiuti sin da quando è in fila con il carrello al supermercato, allora è indispensabile partire dalla fase di acquisto per
ridurre alla base inutile packaging usa e getta. Hanno aderito all’iniziativa, patrocinata dalla Regione Marche, la Camera di Commercio delle Marche, l’Università Politecnica delle Marche, Confesercenti Marche, Confcommercio Marche, Coldiretti Marche e Legambiente Marche.

«Spesso accade che tornando a casa dalla spesa ci ritroviamo a differenziare tanti piccoli contenitori non riutilizzabili, per la maggior parte in plastica; grazie al sacchetto riutilizzabile (parzialmente retato), invece, possiamo scegliere prodotti freschi ed applicare l’etichetta della pesatura direttamente sul
sacchetto, che sarà riutilizzato anche per la spesa successiva; - spiega Matteo Giantomassi, responsabile della comunicazione istituzionale e delle relazioni esterne per ATA Rifiuti – con la stessa logica potremo utilizzare contenitori di plastica rigida per i prodotti freschi da banco».

Dopo la firma del protocollo d’intesa che ha visto coinvolti numerosi attori per permettere una diffusione più capillare della nuova pratica ecosostenibile, ciascun ente ed associazione di categoria avrà il compito di raccogliere le adesioni da parte degli esercizi commerciali che desiderano essere per primi
promotori dell’iniziativa a favore degli imballaggi riutilizzabili. «Il tema della plastica nell’ambiente è un problema che va affrontato in maniera integrata, coinvolgendo tante realtà diverse come è stato fatto in occasione di questo protocollo; come Università Politecnica delle Marche ci occupiamo di queste tematiche da oltre dieci anni e ‘Libera la spesa’ costituisce una piccola ma grande azione quotidiana per far sì che ciascuno di noi possa contribuire alla diminuzione dell’acquisto degli imballaggi monouso, potenzialmente pericolosi per l’ambiente» ha commentato Stefania Gorbi, docente di Biologia Applicata, referente per la sostenibilità dell’Università Politecnica delle Marche.

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