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Popolo della Famiglia: «Rischio di guerra atomica, comuni e Regione informino la popolazione su comportamenti da tenere»

Sebastianelli (PDF): «Quanti comuni, da ottobre 2022 ad oggi, hanno informato la popolazione sui rischi e sui comportamenti da tenere in caso di evento nucleare?»

«A ottobre 2022 è stato diffuso, dal Dipartimento della Protezione Civile, il documento tecnico di riferimento nel quale vengono definiti i contenuti e le linee guida dell’informazione, da fornire  alla popolazione, per le emergenze previste dal Piano Nazionale  per la gestione delle emergenze radiologiche e nucleari. A tale documento è stata allegata anche una sintesi divulgativa da diffondere alla popolazione. Tra gli enti, indicati nella parte A, capitolo 12 del documento, incaricati  della diffusione delle informazioni sul rischio e sui comportamenti da tenere in caso di emergenza nucleare, data la posizione più prossima ai cittadini, ci sono i Comuni». Questo quanto dichiarato da Fabio Sebastianelli, coordinatore regionale marchigiano del Popolo della Famiglia

«Ad oggi -  continua Sebastianelli - alcuni comuni hanno provveduto (almeno) agli adempimenti minimi, quali la pubblicazione delle linee guida sul sito istituzionale, altri no. Se fino a poco tempo fa, l'informazione alla popolazione poteva ( data la bassa probabilità di un evento nucleare) essere rimandata, ora no! E non lo dice il Popolo della Famiglia ma L'ONU e il Bollettino degli scienziati atomici. Secondo Il Segretario Generale  dell'ONU, Antonio Guterres, infatti, Il mondo è al più alto rischio di una guerra atomica. Secondo il bollettino degli  scienziati atomici "l'orologio dell'apocalisse" ( orologio virtuale inventato durante la guerra fredda che segna il tempo mancante a una guerra atomica) è andato avanti di dieci secondi. L'orologio è partito da meno 7 minuti, ora  mancano solo 90 secondi alla guerra atomica».

«Il Popolo della Famiglia Marche - conclude - condivide la richiesta fatta dall'avvocato Fabio Amici, presidente del Comitato Trasparenza e Corruzione, e invita i Comuni marchigiani a informare la popolazione sui rischi e sui comportamenti  da tenere in caso di emergenza nucleare. Invita, inoltre,  anche  la Regione Marche e la Protezione Civile regionale (oltre ai Comuni) a predisporre un piano di  aiuti e a creare le condizioni per poter affrontare un'eventuale emergenza. Un esempio tra tanti: il documento informativo prevede che, in caso di emergenza, i cittadini restino al chiuso dove si trovano per almeno 48 ore e che, di conseguenza, non vadano a prendere i figli a scuola.  Si è pensato a chi deve  e a come fornire il cibo ai bambini ( ma anche ai cittadini che magari sono in ufficio o in fabbrica) per il periodo di lockdown? Ma l'invito più importante è quello di far pressione sul Governo italiano affinché sospenda l'invio di armi all'Ucraina e inizi un intervento diplomatico serio. Perchè  le armi non portano mai un messaggio di pace ma prolungano la guerra (in questo caso con rischio atomico)  e aumentano a dismisura i morti da entrambe le parti».
 

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