Giovedì, 23 Settembre 2021
Attualità

Green pass per lo sport, Francescangeli (Cus Ancona): «Mi aspetto mutazioni normative»

Il presidente del Cus Ancona, polo sportivo con diverse sezioni al suo interno, ha fatto il punto sull’attualità focalizzando la sua attenzione sul discorso Green pass in relazione all’attività giovanile che si appresta all’agognata ripartenza

Tempo di ripartenza per l’attività sportiva giovanile che, da qui alle prossime settimane, si troverà ad avere a che farà con la normativa Green pass. La certificazione, al netto di ulteriori modifiche, ottenibile con vaccino, tamponi nelle 48 ore precedenti o attestato di guarigione dal Covid, servirà per praticare sport negli spazi chiusi. David Francescangeli, presidente del Cus Ancona – polo sportivo con molteplici sezioni al suo interno, ha fatto il punto della situazione partendo subito dall’introduzione del Green pass:

«Lo giudico una fisiologica conseguenza dell'incertezza generale in cui viviamo da oltre un anno. Si arranca nella definizione di protocolli che vadano incontro a tutte le esigenze, ma sappiamo bene che ciò non è possibile e qualcuno paga dazio più degli altri. Ancora una volta, se queste saranno le condizioni, lo sport di base farà molta fatica a proseguire. Comunque ho la sensazione che da qui a metà settembre (data simbolica che rappresenta l'inizio delle varie attività non agonistiche) assisteremo a non poche mutazioni normative».

Su quello che farà la sua società non ci sono dubbi: «Il CUS Ancona è abituato a rispettare le normative, per tanto prendiamo atto della situazione e procederemo nella direzione tracciata dal Governo. C'è ancora il silenzio assordante delle Federazioni, dalle quali mi aspetto quanto prima una esplicitazione di direttive attuative per lo sport di propria competenza, sia agonistico che non agonistico. Comprendo e rispetto la libertà di non vaccinarsi, però è chiaro che tra le righe si può leggere: "chi non si vaccina, può fare sport solo all'aperto". Lasciamo perdere il test ogni 48 ore perchè impercorribile per fare attività sportiva. Vorrebbe dire farsi un tampone ogni tre giorni».

E infine un pensiero, sull’importanza assoluta della ripartenza: «Sarebbe importantissimo per i milioni di giovani che si sono dovuti fermare per oltre un anno ed è vitale per la sopravvivenza selle Associazioni Sportive che vivono prevalentemente delle quote annue versate dai corsisti. Da questo punto di vista, l'obbligo del Green Pass, temo non aiuterà ne lo sport di base meglio detto non-agonistico e metterà in crisi l'agonistico nelle fasce 13-16 anni visto che già le prime avvisaglie giunte in materia sono per il non vaccinarsi ancora e quindi non avere i requisiti per praticare sport al chiuso».

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