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Sabato, 22 Giugno 2024
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Come si cambia: la storia di Giulia, che lascia un posto fisso per inseguire un sogno

Dopo oltre dieci anni in ospedale, la scelta di abbandonare il suo impiego per dedicarsi all'attività di dog sitter. «Ho stravolto la mia vita ed ho rischiato nel farlo, ma ne è valsa la pena»

ANCONA – Jack ha nove anni. Ci osserva, quasi preoccupato dell’attimo in cui oltrepasseremo il cancello. Viene da una storia di maltrattamenti, ed ha paura delle persone, a differenza di Omar – uno scodinzolante ed affettuoso meticcio a pelo corto – e di Miranda, una bianchissima maremmana che sorveglia guardinga ogni movimento. Sono i tre compagni di viaggio di Giulia, arrivati dalle strade del sud Italia. Forse i simboli di una storia di cambiamenti, che qualcuno diceva siano tali solo se spaventano, ma che forse rappresentano la vera essenza di una vita che lascia spazio anche ai sogni, i quali a volte non restano in quel cassetto ma vengono tirati fuori e cominciano a prendere forma.

«Mi hanno dato della pazza, un po’ tutti. Forse lì, in quel momento, ho capito che quello che stavo facendo, la direzione che stavo prendendo, era quella giusta. Perché certe cose hanno logica solo se le avverti tu, le senti tu prima di tutti gli altri». Essere folli, in questo caso, significa lasciare un lavoro sicuro, un impiego che è stato parte della tua vita e che hai convintamente scelto tempo fa, per effettuare un salto verso qualcosa che rincorri e che vuoi diventi il tuo lavoro. Giulia Ossidi lo ha fatto: dodici anni passati nel reparto di Gastroenterologia ed Endoscopia, come Operatrice Socio Sanitaria grazie ad un concorso vinto. «Dedicarsi alle persone indifese, assisterle non è solo un modo di manifestare la tua generosità: è stato un percorso formativo, che ti arricchisce dentro e che a volte di permette di apprezzare e ringraziare per ciò che hai. L’ho fatto per tantissimi anni, vivendo esperienze che comunque, piaccia o meno, ti lasciano un segno. Non ho mai avuto rimpianti per il cammino che ho intrapreso, né ripensamenti, ma qualcosa stava cambiando quando percorrere la strada per andare al lavoro diventava un peso. O perlomeno, lo diventava staccarsi da qui».

Lo dice seduta sull’erba, indicando con la mano il tanto verde che avvolge il casolare. Dove gironzola Merlin, un meraviglioso purosangue arabo che ogni tanto si avvicina in cerca di carezze. «Ho comperato qui qualche anno fa – spiega – e l’ho fatto anche per lui. Meritava un posto tutto suo dove stare, non un maneggio. Forse, è abbinando varie cose che è incominciata questa riflessione: la natura, l’amore per gli animali, quello per i cani, da fondere insieme e farlo diventare il mio lavoro. E tra lo stupore generale mi sono licenziata: mi hanno scritto in tanti, mi hanno chiesto di ripensarci e forse è stata la parte più bella ed insieme più dura. Perché tanto affetto da parte di chi vive l’ospedale come il personale sanitario, colleghi, pazienti ed ex pazienti ti fanno un po’...vacillare. Ma avevo deciso di “buttarmi”. Ed ora, sono contenta di averlo fatto».

Giulia ora è un’apprezzata dog sitter. Accomunare quelle sue passioni ha prodotto come risultato il “Giulia’s friends dog service”, un oasi di tranquillità dalle parti di Montesicuro dove tanti amici pelosi trascorrono in libertà qualche ora nel corso della giornata, riempita da tante attività. «Chi porta qui il suo cane – ci spiega – non ti affida solo un animale domestico: ti porta un compagno di vita, per alcuni è davvero un pezzo del loro cuore. Ecco perché non ho mai ceduto alla tentazione di dire sempre sì a tutte le richieste e di assecondare chi dice “Ma perché non ti...allarghi?”. Preferisco la qualità del tempo da passare con loro, alla quantità che finirebbe col trascurarne qualcuno. Nelle ore che passiamo insieme facciamo trekking in mezzo alla natura, escursioni in altura, persino il servizio wedding per rendere partecipe il cane il giorno delle nozze dei padroni, senza sottoporlo però allo stress di un’intera giornata di festeggiamenti».

Da un progetto ideato e poi realizzato, ad un altro che prenderà forma verso la fine della bella stagione. «É ancora in fase di...studio – sorride – ma mi piacerebbe con il supporto di alcune associazioni organizzare una passeggiata padroni-cani, scegliendo come location sempre la zona di Ancona, magari con una guida che farà da cicerone». Merlin ha finito di mordicchiare una mela, il telefono di Giulia avrà vibrato almeno sette-otto volte: «É così, capita spesso: ti gratifica sapere che ci sono tante persone che ti cercano perché hanno fiducia in te ed in quello che fai. Se sono felice? Sì, ho stravolto la mia vita ed ho rischiato nel farlo, ma ne è valsa la pena. Stare a contatto con i pazienti ed ora con gli animali mi ha regalato tanto, insegnandomi la pazienza, la tenacia ed il rispetto. Senza di queste, ora non sarei qui, non sarei quella che sono. E non avrei superato le titubanze di lasciare qualcosa di certo per rincorrere un sogno. Chiunque lo ha, non lo dovrebbe tenere solo per sé: inseguirlo per raggiungerlo non sarà mai un errore».

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