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Pettorino torna ad Ancona: «Porto aperto? E' un luogo di lavoro, prima la sicurezza»

Le prime parole di Giovanni Pettorino, comandante generale della Guardia Costiera ed ex numero uno della capitaneria di porto dorica. E' il commissario dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale

E’ arrivato nella sede dell’Autorità Portuale in divisa, perché proprio questa mattina a Falconara  ha ultimato il giro di visite ai presìdi della Guardia Costiera. Giovanni Pettorino, comandante generale della Guardia Costiera Italiana, si è presentato ufficialmente come commissario per l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, con il compito di traghettare l’Authority dalla gestione Giampieri a quella del nuovo presidente. E’ stato lui stesso a chiarire che: «Sono qui per garantire la continuità del lavoro, ma questa esperienza è temporanea e sarà l’appendice alla mia carriera prima di lasciare il servizio attivo dopo 44 anni». Accanto al neocommissario c'è il segretario generale uscente dell'Authority, Matteo Paroli, che a fine luglio saluterà Ancona per assumere l'incarico all'Autorità Portuale di Livorno. 

Pettorino torna ad Ancona dopo circa 8 anni, quando lasciò l’incarico di numero uno della Capitaneria di porto dorica. E si va subito al dunque. Solo ieri cittadini e comitati hanno chiesto, con una manifestazione al Porto Antico, la riapertura di quella zona alla mobilità dolce (bici, skate e monopattini). Cosa fare per un porto più fruibile alla città?: «I porti non si sono mai fermati durante il lockdown e non si fermeranno certo adesso. Sono però luoghi di lavoro, dentro uno scalo come Ancona operano 6.500 persone, le lavorazioni sono particolari e richiedono certe cautele. La sicurezza e l’incolumità delle persone vengono prima di tutto- ha premesso Pettorino- Il bisogno di affaccio sul mare è sentito dai cittadini proprio perché ad Ancona un lungomare non c’è, ma bisogna mettere insieme due questioni, il lavoro e la fruibilità generale. Margini e spazi ci sono, ma non si può mai derogare la sicurezza. Il porto antico è un pezzo di altissimo pregio che appartiene alla storia e alla città, bisogna ragionare su una fruibilità fatta di spazi ben individuati ma senza mai derogare alla sicurezza». Il pensiero va anche alla Lanterna Rossa. Speranze di riapertura? Presto per dirlo: «Io sono arrivato oggi e non farò certo qui un piano regolatore, i ragionamenti che si possono fare dipendono da una programmazione che deve tenere conto delle esigenze della comunità portuale e della città». Il Pnrr ha destinato al porto di Ancona 20 milioni. Troppo pochi? «Ho parlato da poco con il Ministro e mi ha rassicurato sul fatto che il Governo vuole investire su Ancona. Come commissario potrò contribuire a lavorare per il recupero di ulteriori risorse oltre a quelle già assegnate». La permanenza di Pettorino ad Ancona non è definita. Entro il prossimo 26 luglio scade il termine per le manifestazioni di interesse alla carica di Presidente dell’Authority. «Poi saranno tempi tecnici- ha detto Pettorino- ad agosto le commissioni parlamentari non si riuniscono, ma si potrà comunque lavorare sui nomi prima del percorso parlamentare che verrà successivamente». 
 

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