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Giornata Mondiale delle Api, Coldiretti: «Meteo pazzo, costretti a nutrire gli alveari»

La presidentessa di Coldiretti Marche Maria Letizia Gardoni ha lanciato l’allarme che sta coinvolgendo tutti gli apicoltori nel corso della giornata istituita dall’Onu

Un apicoltore mostra le sue api

Il vento e le basse temperature impediscono lo sviluppo del nettare nei fiori e così per le api è estremamente difficile sfamarsi tanto che gli apicoltori sono costretti a ricorrere a sciroppi zuccherini per nutrire gli insetti e salvare gli sciami. Ora ci si aspetta un giugno con temperature normali dopo due mesi di alti e bassi meteorologici, con le temperature medie più basse di 2 gradi rispetto alla media storica, che hanno ostacolato le produzioni primaverili. Le gelate mattutine a ridosso della Pasqua, per altro, hanno danneggiato le acacie. È l’analisi di Coldiretti Marche alla vigilia della Giornata mondiale delle api istituita dall’Onu, che si festeggia il 20 maggio a livello planetario.

«Un momento difficile – sottolinea Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche - per un settore che nella nostra regione conta oltre 3mila attività che gestiscono 73mila arnie e un mercato che ha visto nel corso della pandemia un aumento del 13% delle vendite».

Come densità di attività rispetto al territorio le Marche sono al quarto posto nazionale dietro Liguria, Trentino Alto Adige e Veneto. La produzione di miele, seguendo il trend nazionale, sta aumentando nella nostra regione: sia le aziende agricole (+6%) per le quali il miele rappresenta un’altra forte voce di reddito (tra queste sono 179, con oltre 8mila arnie a disposizione, quelle biologiche), sia per l’autoconsumo che ha conosciuto un vero e proprio boom durante il lockdown: +12%. Un modo ulteriore per difendersi dall’importazione di prodotto straniero (1 vasetto su 2 arriva dall’estero) e scegliere miele italiano riconoscibile grazie all’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti.

«La parola Italia deve essere presente per legge sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”. Se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”. Per fugare ogni dubbio ci si può rivolgere direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica» ha concluso la Gardoni.

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