Venerdì, 17 Settembre 2021
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Emergenza Afghanistan, il sindacato di Polizia si esprime sull’Ufficio Immigrazione

Il Siulp, attraverso una nota, ha espresso forte preoccupazione per la situazione operativa nell’Ufficio immigrazione che rischia di arrivare al collasso in conseguenza dell’emergenza umanitaria legata all’Afghanistan

Emergenza umanitaria e Afghanistan. Un binomio che rischia di mettere a dura prova i singoli uffici immigrazione che, mai come in questo momento, rischiano autenticamente il collasso. Questa la nota integrale del Siulp che sta cercando di sensibilizzare le autorità sulla problematica:

“Il Siulp esprime forte preoccupazione per la situazione operativa dell’Ufficio Immigrazione che rischia di arrivare al collasso con l’attuale emergenza umanitaria collegata all’Afghanistan. Dopo i numerosi interventi per sensibilizzare il Questore al rispetto delle direttive ministeriali che, nella normalità, imporrebbero il divieto di impiegare il personale dell’Ufficio Immigrazione in altri ambiti operativi, riteniamo grave lo scarso confronto con il Sindacato. Dal mese di gennaio ad oggi, infatti, le nostre preoccupazioni sulla gestione di tale Ufficio sono aumentate poiché il Questore non ha mai riconosciuto l’esistenza del problema rappresentato, fatto un quesito al Ministero sull’interpretazione nell’applicazione della circolare ministeriale il cui unico fine è stato quello, dilazionando i tempi, di non decidere e, addirittura, quando abbiamo cercato dati oggettivi chiedendo i numeri sugli impieghi per evidenziare le nostre ragioni, ci hanno risposto che l’amministrazione “… non è tenuta ad elaborare dati in suo possesso al fine di soddisfare le richieste di accesso”, che in sostanza significa scarsa collaborazione con il principale sindacato di Polizia, ma soprattutto scarsa attenzione alle problematiche rappresentate, quali portavoce dei colleghi”.

In sostanza, esprimono i sindacati: “Oggi, crediamo che con l’emergenza umanitaria in atto in Afghanistan che va ad aggiungersi alla normale criticità operativa segnalata ed alla carenza di personale, la situazione possa arrivare al collasso. Per tali motivi non abbiamo altre strade che rendere pubblico il dissenso del Siulp su tale questione, pur ribadendo gli alti standard di produttività che i colleghi stanno garantendo ma che non possono andare ad incidere ulteriormente e negativamente sulle proprie esigenze personali e familiari. Oggi, oltre alle normali pratiche di richiedenti asilo, l’aumento dei flussi migratori, i risvolti di tale crisi umanitaria saranno imprevedibili, come imprevedibile, senza progettualità, sarà la gestione del lavoro. La doverosa mobilitazione di tutte le Istituzioni che vedrà la centralità della Polizia di Stato, come Ufficio Immigrazione, nella gestione degli stranieri coinvolti è certa. Le prime dichiarazioni dell’assessore regionale Giorgia Latini ed il primo vertice tenutosi nel pomeriggio del 23 agosto u.s., su tale argomento tra le Prefetture delle Marche ed Anci al fine di mettere a punto l’organizzazione in vista dei corridoi umanitari che saranno aperti nel nostro Paese e che porteranno anche nelle Marche cittadini provenienti dall’Afghanistan, sottolinea la delicatezza della questione e sono il preludio ad una situazione di potenziale criticità operativa che il Questore di Ancona non può più sottovalutare. I rapporti con i vertici della Questura sono ai minimi storici, ma non per questo il Siulp non cercherà il dialogo. Da quello che scaturirà, prenderemo le nostre ulteriori decisioni. Il nostro essere Sindacato di ispirazione confederale significa che gli interessi della categoria devono trovare la giusta amalgama con il diritto alla sicurezza dei cittadini che deve passare sulla legittima tutela dei colleghi. Non abbiamo bisogno di operazioni di facciata che nulla aggiungono alla sicurezza ma di chiare scelte decisionali e per tale motivo, certi delle nostre preoccupazioni, chiederemo un incontro urgente al Questore”.

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