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Mario Draghi (foto di repertorio)

Mario Draghi (foto di repertorio)

Nuovo decreto, stop agli spostamenti tra regioni: colore rosso più rigido

Il provvedimento è stato approvato dal consiglio dei ministri. Confermato il blocco alla mobilità, cancellata la deroga che consente di andare a trovare amici e parenti nelle aree soggette a maggiori restrizioni

Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto anti-Covid che proroga il blocco degli spostamenti tra regioni fino al 27 marzo 2021. Il provvedimento contiene anche un'importante novità che riguarda le aree del Paese soggette a maggiori restrizioni. Come spiega l'agenzia Dire, nelle zone rosse non varrà più la regole della visita concessa una volta al giorno a due adulti con figli minori di 14 anni, valida invece per le zone gialle e arancioni. Insomma, nelle aree di colore rosso il lockdown sarà ancora più rigido. Ma per avere conferma delle nuove misure bisognerà attendere il testo del provvedimento. Tra le altre cose ricordiamo come nelle Marche siano state adottate nuove misure restrittive che riguardano in particolare la provincia di Ancona. Da domani, martedì 23 febbraio, non sarà possibile spostarsi tra i Comuni della provincia e ben 20 di loro sono passati in zona arancione

Stanto a quanto riportato dalle agenzie di stampa, le novità principali del nuovo decreto sono dunque le seguenti: 

  • blocco degli spostamenti tra le Regioni (anche in fascia gialla) prorogato fino al 27/03/2021;
  • limitazione delle visite nelle case private in zona rossa: non varrà piu' la regole della visita concessa una volta al giorno a due adulti con figli minori di 14 anni.

Quanto alla possibile riforma del Cts,  il coordinatore Agostino Miozzo lasciando palazzo Chigi ha puntualizzato che dal governo è stata richiesta "una moderazione nelle esternazioni delle nostre comunicazioni, ma niente di più. Non ci sono state istruzioni di comportamento". "C'è stata una riunione con Speranza e la Gelmini, io ho presentato la mia disponibilità al ministro Speranza", ha spiegato Miozzo, che sull'ipotesi di un portavoce unico del Cts ha detto: "Aspettiamo che il presidente ci dica cosa fare". "Il sistema a colori ha funzionato bene", ha poi detto Miozzo sottolineando ancora: "Che ci sia preoccupazione sulle varianti è ovvio".  "Comunicare i dati in anticipo? Si può fare, si possono fare tante cose" ha tagliato corto il coordinatore del Cts. "L'importante è organizzarsi con le Regioni". 

Miozzo ha comunque precisato di non aver partecipato al Consiglio dei ministri. E ai cronisti ha spiegato che "la definizione di misure più dure non la faccio, parlo di misure adeguate. Sono le misure adeguate alla fotorgrafia che abbiamo, che è una fotografia non stabile. Non abbiamo una fotografia valida fino a giugno quello che oggi è valido domani potrebbe essere da rivedere". 

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