Marche fuori dal decreto Coronavirus: «Ci inseriscano tra le regioni a rischio»

«Nelle osservazioni includeremo la richiesta di essere inseriti tra i territori sottoposti alle misure più restrittive» ha detto il presidente delle Marche Luca Ceriscioli

Giuseppe conte ansa 27 gennaio 2020

Scuole chiuse un’altra settimana in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna per Coronavirus. L’ufficialità non c’è ancora, ma la misura precauzionale è stata già anticipata su Facebook dal presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, che ha scritto: “Sulla base del parere del Comitato Tecnico Scientifico nazionale resta confermata la chiusura dei nidi, dell’attività scolastica e delle Università anche per la prossima settimana per le tre Regioni più colpite: Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna". Per quanto riguarda le altre regioni invece si dovrebbe tornare alla normalità. 

La richiesta da parte delle Marche

“Normalità” nella quale il presidente Luca Ceriscioli non crede stiano vivendo le Marche, altrimenti non avrebbe annunciato già ieri sera di essere intenzionato a chiedere formalmente al Governo di inserire anche le Marche nella lista delle regioni che hanno al loro interno una zona rossa. Così da poter prorogare l’ordinanza firmata dallo stesso Ceriscioli l’altra sera, subito dopo aver ricevuto lo stop dal Tar alla prima ordinanza, quella stoppata dallo stesso Premier Conte con una telefonata al numero 1 delle Marche mentre era in procinto di firmarla in diretta con tutta la stampa regionale. In teoria dunque, dalla mezzanotte di oggi, le Marche tornano formalmente alla normalità, ma non è detto che già nella giornata di ogi (domenica 1 marzo) si torni sotto coprifuoco

Ci è stato chiesto di presentare le nostre osservazioni entro le ore 9 di domenica mattina - fa sapere proprio Ceriscioli - In ragione del numero crescente di contagi, nelle osservazioni includeremo la richiesta di essere inseriti tra i territori sottoposti alle misure più restrittive, che comprendono la chiusura delle scuole e la sospensione delle attività di pubblico spettacolo. Se, guardando l'attuale stesura del decreto, la base territoriale resta regionale, chiederemo di essere inseriti come regione. 

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Il virus intanto si propaga sul territorio 

Se invece, come è sembrato dal lungo confronto di questa mattina con il Governo, la base dovesse essere provinciale, il presidente era pronto a chiedere l'inserimento della Provincia di Pesaro Urbino, quando i casi erano ancora 22. Ma nelle ultime ore i tamponi positivi al Coronavirus nelle Marche sono saliti a 24 e l’ultimo di questi casi è stato registrato nella provincia di Ancona. Dunque non è escluso che il blocco di eventi e scuole possa comprendere le provincie di Pesaro e Ancona. «L’impegno - ha rimarcato Ceriscioli - è quello di divulgarne immediatamente il contenuto, nel momento in cui lo riceveremo nella sua versione definitiva».

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