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Venerdì, 19 Aprile 2024
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Infortuni mortali sul lavoro, nel 2023 sono già 3 le vittime: le Marche tra le peggiori regioni d'Italia

Nel solo mese di gennaio 2023 si sono registrate già tre morti sul lavoro: uno in provincia di Ancona, uno in provincia di Pesaro e Urbino e uno in provincia di Ascoli Piceno. L’indagine è stata elaborata dall’Osservatorio sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre

ANCONA- Morti sul lavoro, le Marche sono tra le regioni peggiori d’Italia. Nel solo mese di gennaio 2023 si sono registrate già tre vittime: una in provincia di Ancona, una in provincia di Pesaro e Urbino e una in provincia di Ascoli Piceno. Peggio della nostra regione solo la Lombardia con 10 morti sul lavoro e il Piemonte con 4. Sul terzo gradino del podio insieme alle Marche per numero di infortuni mortali anche Veneto e Puglia. In totale in Italia nel primo mese dell’anno sono stati 43, 34 on occasione del lavoro, 9 in itinere.

L’indagine è stata elaborata dall’Osservatorio sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre sulla base dei dati ufficiali Inail. Nel report è stata calcolata anche l’incidenza della mortalità sul lavoro, con esclusione degli infortuni in itinere. Il quadro che emerge è ancor peggiore per le Marche che salgono al secondo posto della graduatoria delle regioni italiane, dietro solo all’Umbria. Al 31 gennaio 2023 infatti il rischio di infortunio mortale nella nostra regione è di 4,9 morti per milione di occupati, dato di gran lunga superiore rispetto alla media nazionale che invece è pari a 1,5. Gli infortuni mortali sul lavoro avvenuti nel mese di gennaio di quest'anno si sono verificati nelle province di Ancona (1), Pesaro e Urbino (1) e Ascoli Piceno (1). Se si prende in considerazione quindi l'incidenza di mortalità relativa alle province, per Ascoli è stata calcolata in 12,6 morti ogni milione di abitanti (3° posto), per Pesaro e Urbino l'incidenza è di 6,5 (7° posto), mentre per Ancona è di 5,2 (11° posto).

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno le Marche sono tristemente passate dalla zona arancione (regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale ed il 125% dell’incidenza media nazionale) a quella rossa (regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale). Dall’indagine dell’Osservatorio sicurezza sul Lavoro Vega Engineering emerge che nel nostro paese il numero delle vittime è pressoché identico a gennaio del 2022. Colpisce invece l’incidenza di mortalità dei giovanissimi lavoratori, tra i 15 e i 24 anni, e quella degli stranieri. Il maggior numero di decessi è avvenuto nel settore Trasporti e Magazzinaggio, mentre le denunce di infortunio registrano un calo del 31,4% rispetto a gennaio dello scorso anno.

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