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La Casa Famiglia voluta da Daniela nel suo testamento: «Va realizzata al San Martino, così si rispetta la sua volontà»

«La possibilità di spostare la realizzazione della Casa Famiglia voluta da Daniela Cesarini al San Martino permetterebbe di dare piena attuazione alle volontà dell'ex assessora che ha voluto lasciare tutti i suoi beni alla nostra città». Lo scrive in una nota Jesi in Comune

JESI - «La possibilità di spostare la realizzazione della Casa Famiglia voluta da Daniela Cesarini al San Martino permetterebbe di dare piena attuazione alle volontà dell'ex assessora che ha voluto lasciare tutti i suoi beni alla nostra città». Lo scrive in una nota Jesi in Comune. 

«A differenza della scelta della precedente amministrazione di realizzarla a tutti i costi al complesso delle ex Giuseppine (anche quando l'immobile in questione era finito all'asta), nonostante le molteplici difficoltà sottolineate, non da Jesi in Comune, ma da ANIEP (Associazione Nazionale Invalidi e Poliomielitici), ANFASS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità) e dall'associazione che porta il nome di Daniela. L’unica analogia tra le due ipotesi è soltanto l’ubicazione in centro, desiderio espresso da Daniela Cesarini nel suo testamento. La differenza invece è abbastanza rilevante in termini di vivibilità degli ospiti che, se in carrozzina, nell'attuale struttura non potrebbero muoversi liberamente al suo interno e neanche affacciarsi alla finestra. Crediamo quindi che, se anche lo spostamento dovesse comportare un qualche ritardo, sarebbe giustificato dalla necessità di dare dignità alle volontà di Daniela ed alle persone che dovranno usufruire della struttura. Ritardo tra l'altro non scontato rispetto alla attuale ipotesi, considerato che il Complesso San Martino è oggetto di assegnazione di fondi del PNRR che vincola la fine dei lavori al 2026, e che, relativamente alla struttura delle ex Giuseppine, pendono questioni legate al Tar ed alla Soprintendenza che non permettono di avere certezze in termini di tempistiche.
Parlare ora di ritardi, dopo 10 anni di mancata realizzazione è imbarazzante e farebbe quasi sorridere, se non fosse che stiamo parlando delle volontà di Daniela».

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