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Certificazione rafforzata, i dubbi di D’Angelo: «Tensione pericolosa tra sì vax e no vax»

L’ex Questore, attraverso i social, ha espresso i suoi dubbi sull’entrata in vigore del Super green pass mettendo in luce un serie di aspetti contrari

Sul tema Super green pass le opinioni si stanno susseguendo a tutti i livelli e a tutte le latitudini. Un punto di vista che sta generando tante riflessioni e interazioni, espresso attraverso i social, è quello posto dall’ex Questore ed ex consigliere comunale d’opposizione Italo D’Angelo:

«Incomincio a pensare che Conte sia stato trattato ingiustamente. Ricordo che quando chiuse tutto ricevette forti critiche ed invece fece bene e forse ha salvato tante vite. La pandemia sembrerebbe correre veloce come la confusione. Ancora regole, diverse dalle altre. La politica non ha il coraggio di assumere decisioni forti e malgrado l’uomo forte e amato dai più, comunque rispettato, il vaccino resta non obbligatorio e il super green pass si, green pass che considero un obbligo surrettizio al vaccino senza assunzione di responsabilità da parte dello Stato. Stiamo andando sempre più verso una tensione pericolosa tra sì vax e no vax. I dibattiti in tv sono tutti sul tema e chi si discosta dal pensiero unico -quando va bene - viene dileggiato».

E ancora: «Ora fino alla nausea ripeto: il vaccino io l’ho fatto (anche se non ero convinto che avrebbe risolto tutti i miei problemi) ma ora vorrei sapere: vale 1 anno, sei mesi o cinque mesi? E quello che lo ha fatto tre mesi prima di me, e quindi non è più coperto, e magari non vuol fare la terza dose, è da considerarsi un “ni vax”? E quindi da tenere lontano? Come facciamo a riconoscere un possibile “untore “così qualche “geniotto” politico ha definito un non vaccinato anche se sano, ma anche uno che non è più coperto dal vaccino è da considerarsi untore? Insomma una certa confusione è innegabile. Abbiamo tanti Generali senza incarico, perché non cominciamo ad assegnarne uno per regione così magari facciamo una “conta generale” certa?».

Poi, in conclusione: «Concludo questa mia dissertazione con un paradosso: una volta la Polizia cercava le persone in maschera e le arrestava, oggi è costretta a multare quelle che non la portano. Finirà? Io credo solo con l’aiuto di Dio. Sarà il caso, invece di chiudere le chiese, di riaprirle?».

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