Gli “haker buoni” si sfidano online: c’è anche il team dell’Università Politecnica delle Marche

CyberChallenge è il programma di formazione per i giovani talenti della Cybersecurity, organizzato dal Laboratorio Nazionale Cybersecurity e dal CINI

Foto di repertorio

L’1 e il 2 ottobre si terrà, per la prima volta online, la competizione finale di CyberChallenge.IT. Si tratta del programma italiano di formazione per i giovani talenti della Cybersecurity, organizzato dal Laboratorio Nazionale Cybersecurity del CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica). Giunta alla quarta edizione, la gara costituisce l’evento finale del percorso nazionale di formazione e sviluppo di competenze specialistiche legate al mondo della cybersecurity che ha coinvolto 560 allievi, tra i 16 e i 23 anni, da gennaio a maggio. Pronto per partecipare alla competizione anche il Team dell’Università Politecnica delle Marche composto da Maxim Ozolin, Began Bajrami, Rahmi El Mechri, Federico Pasqualini, Massimiliano Giovagnola e Francesco La Forgia. Nella gara finale i team di tutti le sedi si sfideranno per salire sul podio degli hacker etici italiani e far parte della Squadra Nazionale di Cyberdefender, che parteciperà alla European Cyber Security Challenge. I giovani hacker etici del team Univpm sono stati accolti in Ateneo, alla Facoltà di Ingegneria, martedì 29 settembre per la consegna dei medaglioni, delle targhe ufficiali e delle t-shirt per la chiusura del percorso 2020 e la preparazione alla gara finale.

«Oggi le competenze nell’ambito dell’ethical hacking e della cybersecurity sono di primario interesse per la protezione dei nostri dati delle nostre infrastrutture digitali - afferma il Rettore Gian Luca Gregori – è, inoltre, importante far crescere la cultura delle competenze soprattutto in questo periodo, e diffondere il tema dell’ethical hacking come strumento utile per tutti i cittadini e per le imprese». «La domanda di risorse umane specializzate in cybersecurity da parte di enti ed aziende – afferma il Marco Baldi coordinatore del progetto – è continuamente crescente. L’Università Politecnica delle Marche vanta un gruppo di docenti, ricercatori e collaboratori scientifici molto attivi nell’area della cybersecurity, apprezzati dagli studenti e dalle imprese. È un investimento sicuro nel futuro per chi decide di arricchire il proprio curriculum in un’area in continua crescita come quella della cybersecurity».

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Nonostante la pandemia globale, a causa della quale l’evento sarà in remoto, gli hacker etici del laboratorio si confronteranno comunque, in una gara di tipo CTF (Capture the Flag), durante la quale dovranno sfruttare tutte le proprie competenze nei campi della crittografia, della sicurezza delle reti e delle infrastrutture hardware e software. Questo il programma del 1 ottobre, al quale prenderanno parte le squadre di ciascuna delle 28 sedi che hanno partecipato al progetto (26 università, il Centro di Competenza Cybersecurity Toscano e il Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell'Esercito di Torino).  Nel secondo giorno di attività, il 2 ottobre, gli otto team risultati migliori nella giornata precedente esporranno delle presentazioni divulgative legate al mondo della cybersecurity, di fronte a una giuria composta da istituzioni, esperti di comunicazione e da un rappresentante di ciascuna delle aziende sponsor. Hanno seguito tutte le tappe del CyberChallenge targata Univpm i docenti Franco Chiaraluce, Luca Spalazzi, Emanuele Frontoni, Alessandro Cucchiarelli e Paola Pierleoni coordinati dal Prof. Marco Baldi. Il progetto riesce a mettere fianco a fianco studenti delle scuole superiori con studenti universitari creando un’occasione proficua di scambio su cybersecurity ed ethical hacking coinvolgendo anche le imprese locali.

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