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Il “giovedì nero” del Paolinelli, disservizi per tutta la giornata. La critica a Saltamartini: «Non siamo fessi»

Il giornalista Paolo Giampaoli, paziente uno affetto da Covid ad Ancona, ha replicato all’assessore che aveva ribadito l’importanza delle prenotazioni

ANCONA- Continuano le polemiche sul “giovedì nero” del Paolinelli, quello di ieri (21 aprile), dove si sono registrate enormi attese dovute a disservizi legati a prenotazioni, accettazione ed effettuazione delle dosi a causa del poco personale.

L’assessore alla Salute Filippo Saltamartini si era così espresso sull’argomento: «La regola è la prenotazione, spesso non ci si rende conto che il servizio sanitario non può dispiegare risorse che non possono essere utilizzate come medici, infermieri e personale. Cosa costa prenotare la vaccinazione? Ormai serve l’appuntamento per tutto, come si può pensare di lasciare una prestazione sanitaria così complicata come il vaccino alla spontaneità delle persone. Il Covid ci ha insegnato che tutto questo si può fare con un click, le code possono essere evitare tramite prenotazione».

A replicare all’assessore è stato il giornalista Paolo Giampaoli, in passato paziente uno affetto da Covid nel capoluogo e protagonista di battaglie e iniziative in collaborazione con Ospedali Riuniti contro la pandemia: «Caro assessore Saltamartini, capisco il delicato momento e la situazione, per cortesia abbia almeno la decenza di non far passare da fessi le persone. Allora: parlo per la giornata di ieri (giovedì 21 aprile, ndr). Mio zio over 80 doveva fare la quarta dose al “Paolinelli” dopo che io stesso mi sono interessato a fare la prenotazione on line attraverso la vostra piattaforma (che non funziona) perché dava appuntamento per la terza dose, quella che era già stata fatta sei mesi fa.  Con calma e pazienza ho contattato il numero verde 800 009 966 ed ho preso appuntamento per le 14:20 di Giovedì 21 Aprile. Una volta arrivati nella struttura, oltre che mancare i soliti addetti del servizio che assegnano un numero, ognuno andava dove voleva, nessuno sapeva dove stavano i fogli che dovevano essere compilati. C’erano i furbetti che cercavano di passare avanti. Una dottoressa addetta alla somministrazione dei vaccini si è trovata quasi assediata dalla gente, saltata così ogni tipo di distanziamento.  Dopo una lunga attesa alle ore 15:31 riesco a fare il vaccino. Caro Assessore, lei dice che serve la prenotazione, giusto, ma come mai allora erano state date prenotazioni per il mercoledì quando il Centro è chiuso? Giustamente quelle persone si sono presentate il giorno successivo. Quindi la invito a verificare le cose e a ripristinare il tutto come qualche mese fa, altrimenti non ci si può lamentare se non si fanno le quarte dosi o se ci sono dei gravi disservizi come ieri. Grazie»

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