Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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Covid e agroalimentare, Coldiretti: «Battuta d'arresto dell'export marchigiano»

Un settore da circa 410 milioni di euro ma il conto finale, secondo una rielaborazione di Coldiretti Marche su dati Istat, è di 12,6 milioni di euro in meno rispetto al 2019

Coldiretti Marche traccia un bilancio: «il Covid colpisce l’export agroalimentare. Primo calo dal post terremoto. Se il Made in Italy del Belpaese fa segnare un +1,9%, quello relativo alla regione Marche subisce una battuta d’arresto».

Un settore da circa 410 milioni di euro ma il conto finale, secondo una rielaborazione di Coldiretti Marche su dati Istat, è di 12,6 milioni di euro in meno (-3%) rispetto al 2019. «Una battuta d’arresto - prosegue la nota - che arriva dopo tre anni di crescita: l’ultimo segno meno risale al 2017, l'anno del post terremoto. A pesare sono state le difficoltà negli scambi commerciali e il lockdown che ha colpito tutti i continenti, penalizzando soprattutto il canale horeca con i ristoranti, principale mercato di sbocco delle bottiglie di vino marchigiano. E infatti, proprio il settore enologico ha perso quasi 9 milioni di euro (-14,5%) mentre meglio è andata alla pasta (+20%, superati i 20 milioni di euro di valore degli scambi). Male anche l’olio extravergine di oliva (-26%) e l’ortofrutta lavorato e conservato (-3,7%). Poco più della metà delle esportazioni marchigiane sono indirizzate verso il mercato interno dell’Unione Europea dove ha tenuto la Germania (+4%) ma sono calati gli scambi, ad esempio, con la Francia (-9,5%), l’Olanda (-7%) e la Svezia (-17%)».

«La nostra regione è culla di eccellenze agroalimentari e oltre alla pandemia è spesso penalizzata rispetto agli altri territori dalla poca visibilità – spiega Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – senza contare i ritardi infrastrutturali che si traducono in perdita di redditività per le aziende. Per far tornare la crescita del Made in Marche occorre anche agire su questi ritardi e sbloccare le opere per collegare meglio la nostra regione con il resto del mondo. Questo è uno dei punti più importanti che abbiamo chiesto al nuovo governo regionale per colmare il divario con le altre regioni e dare sostegno alle aziende già provate dalla crisi, poi dal terremoto e ora dal Covid». 

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