Crisi da Covid, la Confartigianato: «Dedicare tutte le risorse per favorire gli investimenti»

Il segretario generale Marco Pierpaoli e il presidente Graziano Sabbatini esprimono preoccupazione: «C'è pessimismo tra gli artigiani e le piccole imprese»

Marco Pierpaoli e Graziano Sabbatini

«C’è pessimismo tra gli imprenditori artigiani e le piccole imprese delle province di Ancona e Pesaro e Urbino». E’ quanto afferma Marco Pierpaoli, segretario generale di Confartigianato An-Pu. «Le piccole imprese e l'artigianato sono state colpite al cuore dall’emergenza Covid-19 - sottolinea Pierpaoli - il 54% delle aziende, contro il 51,3% a livello regionale, ha perso più del 30% del fatturato nel primo semestre. C’è la volontà di ripartire, ma in questo momento manca una visione di futuro. La parola d’ordine è resistere. Oltre il 75% delle Mpmi dichiara, infatti, che il proprio obiettivo principale è la continuità aziendale. Il quadro generale è impietoso: crollo delle assunzioni (a luglio 5.850 assunzioni, -41,8% rispetto alle attese formulate nel 2019), flessione delle imprese attive (146.040 a fine giugno , -1,1% , pari 1.682 imprese attive in meno), riduzione del credito». 

Nelle Marche, la fase 1 dell'emergenza sanitaria (tra il 9 marzo e il 4 maggio) ha visto il 47,5% delle imprese con 3 e più addetti sospendere l'attività. Il 75% delle imprese marchigiane ha avuto una riduzione del fatturato nel bimestre marzo-aprile 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019: nel 45,4% dei casi il fatturato si è più che dimezzato, nel 26,8% si è ridotto tra il 10% e il 50% (fonte Camera di Commercio delle Marche). Tra le principali tendenze che caratterizzano il nostro territorio, quelle più significative riguardano la propensione al mantenimento del proprio personale, con oltre il 72% delle imprese che hanno utilizzato gli ammortizzatori sociali. «I numeri la dicono lunga - sottolinea Graziano Sabbatini, presidente Confartigianato An-Pu - sull’approccio ideologico del “decreto Agosto” che ha prorogato il blocco dei licenziamenti, introducendo peraltro la deroga solo tramite contratti collettivi aziendali, propri della grande impresa, escludendo la contrattazione territoriale che caratterizza le relazioni sindacali dell’artigianato e delle pmi. L’artigiano investe nelle risorse umane, sa utilizzare gli strumenti per salvaguardare le professionalità che ha concorso a preparare in anni di attività. I problemi veri del rilancio sono altri, per esempio l’aiuto finanziario. Proprio questo aspetto ha visto negli artigiani e nelle pmi una maggiore propensione alla richiesta di contributi a fondo perduto e l’evidenziazione di una forte esigenza di liquidità, con il 55% degli imprenditori che ha dovuto attingere ai propri risparmi». 

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«È necessario sostenere gli investimenti - rilancia Sabbatini - che sono bloccati o non programmati per oltre il 79% degli artigiani, misure che possono dare una prospettiva alle imprese e che portano in dote nuova occupazione. Per queste ragioni le risorse messe in campo dal Governo devono essere tutte dedicate alle leve per favorire gli investimenti». Pierpaoli richiama l’assoluta necessità di voltare pagina: in particolare, ha citato le lungaggini per ottenere dalle banche i prestiti garantiti dallo Stato e le risorse della cassa integrazione. «Ora però – ha detto – bisogna cambiare modalità e obiettivi e utilizzare i 100 miliardi di risorse per sostenere gli investimenti. D’ora in avanti, le piccole imprese devono avere certezze sulla partita del fisco, degli ammortizzatori sociali, delle regole sul lavoro. La fiducia è decisiva per favorire i consumi e gli investimenti. In questo momento sta prevalendo la ricerca di soluzioni per ridurre i costi aziendali e dare continuità. Bisogna evitare il rischio di un ripiegamento e che l’attendismo diventi stagnazione. Ben vengano, dunque, il sostegno alla cassa integrazione e la decontribuzione sulle assunzioni, non solo per il sud, ma gli effetti positivi si vedono dove ci sono prospettive di rilancio del mercato come nel caso delle costruzioni. Fondamentale dunque la politica di sostegno al green new deal, gli investimenti su infrastrutture materiali e su tecnologie digitali, nonché l’attenzione per processi di reshoring in modo da attivare segnali di crescita della domanda». 

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