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Concerto all'alba e uno chalet nuovo di zecca: ma il divieto di balneazione preme sugli imprenditori della zona

C'è chi organizza eventi e appuntamenti mondani per far partire la stagione. Ma intanto anche oggi tra Ancona e Falconara c'è il divieto di balneazione per gli scolmatori aperti.

ANCONA/FALCONARA - Concerto all'alba il 19 giugno per inaugurare lo chalet: l'idea è venuta a Marco Calbucci, ex presidente Coba e titolare del B.b sun beach bar (ex Pirates) in via Flaminia a Falconara. L'evento si tiene alle 5 del mattino e protagonista sarà il cantante lirico anconetano David Mazzoni, finalista di Italia’s got Talent con il chitarrista Marco Di Meo: «Facciamo questo spettacolo - spiega il totolare - per inaugurare il nuovo stabilimento, per ridare vigore all'ambiente e iniziare ad una serie di eventi pensati per un pubblico selezionato. Stiamo studiando la programmazione per le prossime settimane». 

Intanto, mentre gli imprenditori del balneare si organizzano per far partire al meglio la stagione, sul litorale al confine tra Ancona e Falconara anche oggi c'è il divieto di balneazione temporanea per via degli scolmatori aperti. Sono molti i gestori a lamentarsi di una situazione che si ripresenta puntualmente dopo ogni acquazzone (è la seconda volta in venti giorni). «Le soluzioni - dice Paolo Cori, titolare dell'omonimo stabilimento - tardano ad arrivare e chi ci rimette sono sempre gli stessi. Una soluzione? Almeno temporaneamente si potrebbero installare dei tubi provvisori ad un miglio dalla costa per portare gli sversamenti più a largo, almeno finché non viene attivato il progetto di VivaServizi».

Gianfranco Cirulli, presidente della Cooperativa Bagnini e titolare del Playa Solero, aggiunge: «Chiediamo almeno di trovare una soluzione nel minor tempo possibile». «I problemi - aggiungono Claudio Fiorini Granieri e sua moglie Catia Criscione dello stabilimento TropicalBeach sulla spiaggia di Palombina Nuova - sono sempre gli stessi finché non verrà messo in campo il depuratore». Per realizzarlo ci vorranno altri otto anni almeno. «Qui ci perdiamo soldi e clientela -tuonano all'unisono - e, tra l'incertezza del futuro e la legge sulle concessioni, questo lavoro è diventato un percorso ad ostacooli». 

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