Sabato, 16 Ottobre 2021
Attualità Falconara Marittima

Rischio idrogeologico, nuovo finanziamento per la messa in sicurezza del territorio

I fondi statali, reperiti dalla Regione Marche, permetteranno di realizzare le ultime opere. Entro il 2023 le vasche di espansione a monte di San Sebastiano e Cannetacci e il raccordo con il canale della Liscia

Saranno presto completati gli interventi di messa in sicurezza idrogeologica del territorio di Falconara con la realizzazione delle ultime opere, progettate per eliminare il rischio di esondazioni nell’abitato di Castelferretti e nella zona industriale. Oltre alle due vasche di espansione a monte dei fossi Cannetacci e San Sebastiano, già finanziate per 3,1 milioni di euro all’indomani dell’alluvione del 2006, sarà possibile realizzare il raccordo con il canale della Liscia. Tale raccordo ha appena ottenuto un finanziamento statale grazie al progetto presentato dalla Regione Marche, per un totale di 3,833 milioni di euro. Le risorse sono previste per ottobre-novembre 2021 e per le opere esiste già una progettazione definitiva, con la possibilità di realizzarle tra la fine del 2022 e la metà del 2023. Il contratto per la realizzazione delle vasche, invece, sarà siglato già il 6 ottobre e i lavori partiranno nel giro di pochi giorni.

L’arrivo dell’ultima tranche di finanziamenti per la mitigazione del rischio idrogeologico è stato annunciato questa mattina al Castello nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato il sindaco Stefania Signorini, l’assessore regionale alla Difesa del suolo e della costa Stefano Aguzzi, la dottoressa Antonella Valenti direttore del Consorzio di Bonifica, l’assessore all’Urbanistica di Falconara Clemente Rossi, il dirigente regionale del servizio Tutela, gestione e assetto del territorio Nardo Goffi e il dirigente regionale della Pf Tutela del territorio di Ancona Stefano Stefoni.

«In genere si rincorrono le situazioni dopo un’emergenza – ha commentato l’assessore Aguzzi – invece occorre prevenire, come in questo caso: utilizzando al meglio i fondi a disposizione, li abbiamo utilizzati per intervenire nei territori di maggiore sofferenza storica e mantenere così l’impegno di completare la messa in sicurezza di tutta l’area. Si tratta di interventi che verranno conclusi nell’immediato».

«Questa è una giornata storica – ha aggiunto il sindaco Stefania Signorini – perché si portano a compimento interventi per rendere sicure aree che spesso sono state messe in ginocchio dalle alluvioni, come quella di Castelferretti, la zona industriale, quella dell’aeroporto e l’abitato di Fiumesino. Quest’ultimo finanziamento è strategico ed è stata fondamentale la sensibilità mostrata dalla Regione Marche e in particolare dall’assessore Aguzzi, che ha interpretato il concetto di sicurezza in termini di prevenzione. Una volta completati gli interventi sarà possibile rivedere la riperimetrazione del Pai, il piano di assetto idrogeologico, che attualmente blocca ogni forma di sviluppo nelle aree considerate a rischio».

L’ingegner Goffi ha sottolineato l’importanza dei finanziamenti, pari a oltre 12 milioni solo per Falconara, reperiti attraverso «fonti diverse, con interventi coordinati per un unico obiettivo, quello della sicurezza idraulica». L’ingegner Stefoni ha poi illustrato gli interventi già completati e quelli da realizzare nell’immediato. Con questo ultimo finanziamento sale a oltre 12milioni l’investimento complessivo per mettere al sicuro il territorio falconarese dal rischio di esondazioni. Sono pressoché terminati, infatti, gli altri due gruppi di opere sui fossi San Sebastiano, Cannetacci, Rigatta e sul canale della Liscia, per un totale di 5,68milioni di euro. Questi interventi, finanziati con risorse europee, statali, con fondi del Consorzio e con un contributo di Rfi di 640mila euro, hanno permesso di mettere in sicurezza l’area aeroportuale e l’abitato di Fiumesino e di eliminare le interferenze tra il fosso della Liscia e il nuovo tracciato della linea ferroviaria Orte-Falconara.

In particolare è stata ampliata la sezione del canale della Liscia, con zone rivestite in calcestruzzo armato e sono state eliminate alcune interferenze. Il fosso Rigatta è stato dirottato nello stesso canale della Liscia e quindi nell’Esino. Il tratto del Rigatta a valle di via dell’Aeroporto (ossia a valle dell’innesto nel canale della Liscia) resta per raccogliere solamente le acque della zona a valle dell’aeroporto, una quantità di gran lunga inferiore perché non comprende quelle provenienti dal versante di Castelferretti.

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