Martedì, 16 Luglio 2024
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Gabbia, fototrappole e cibo per intrappolare il cinghiale, alla Cittadella iniziate le operazioni di cattura

Lav e Movimento Animalista chiedono di non abbattere l'ungulato

 ANCONA- Il cinghiale che da più di un mese tiene in ostaggio il parco della Cittadella ha le ore contate. L’ungulato, un esemplare di circa 40-50 kg, sarà catturato in un paio di giorni. Ieri nell’area verde Polizia Provinciale, Carabinieri forestali, tecnici del Comune e operatori volontari di trappolamento del Parco del Conero sono entrati in azione per avviare le operazioni di cattura. La Polizia Provinciale ha posizionato due fototrappole intorno alle quali è stato lasciato del cibo adatto agli ungulati. Nel parco cittadino, chiuso al pubblico dal 12 maggio per la presenza dell’animale selvatico, oggi è stata invece posizionata una gabbia munita di corridoio con fototrappola. Anche intorno a questa è stato lasciato del cibo per attirare il cinghiale al suo interno. La trappola però non è ancora entrata in funzione in quanto prima è necessario monitorare le sue abitudini attraverso una ulteriore fototrappola. Quando sarà attivata, i volontari del Parco del Conero eseguiranno scrupolosamente le attività, seguendo ed osservando meticolosamente quanto prescritto e richiamato nell’ordinanza che l'Amministrazione comunale ha emesso per regolare le operazioni; il tutto in stretta collaborazione con gli altri organismi coinvolti. Il Comune espleterà tutti gli adempimenti burocratici per la cattura dell'animale nel pieno rispetto dei protocolli sanitari, in particolare per contrastare la peste suina africa. Al termine delle operazioni di bonifica dell’area e delle verifiche di eventuali danni provocati dall’animale all’interno parco, la Cittadella potrà finalmente riaprire al pubblico. 

Sulla cattura intervengono però il Lav e il Movimento Animalista che chiedono a gran voce di non abbattere il cinghiale. «A nome di molti cittadini e volontari che ci hanno contattato, chiediamo che il giovane animale non venga soppresso, ma portato fuori città in una zona lontana dal centro abitato» dichiarano la dott. Maria Aquila, responsabile LAV per le Istituzioni delle Marche, Massimiliano Stampella, Lav Ancona e Stefania Teresa Dai Prà, direttore regionale Movimento Animalista. «Nelle Marche esistono più di 50 allevamenti di cinghiali “per riproduzione” o da “ingrasso” di cui non se ne comprende l’esistenza, dato l’elevato numero di animali abbattuti che vengono venduti ed usati per la ristorazione- proseguono-. È necessaria un’azione coordinata che favorisca la convivenza tra animali selvatici e attività umane facendo ricorso ai migliori strumenti di prevenzione, ad esempio il controllo della riproduzione tramite vaccini immunocontraccettivi. Non si può permettere che questi animali attirati in zone antropizzate per la riduzione di zone selvatiche e per l’elevata disponibilità di rifiuti di cui cibarsi (basterebbe l’introduzione di cassonetti   dotati di apertura rinforzata) vengano uccisi senza aver commesso nessun reato». Lav e Movimento Animalista auspicano che «la nuova amministrazione comunale possa attivarsi e collaborare con gli esperti e le associazioni animaliste ed ambientaliste per favorire azioni di prevenzione.  Proporremo un’iniziativa pubblica di sensibilizzazione ed informazione a cui ci auguriamo prendano parte anche le Istituzioni. Ricordiamo inoltre che il Comune di Ancona ha una Consulta animalista. Ci auguriamo che in futuro venga consultata ed integrata».

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