Modifiche alla legge sulle case popolari, la Lega: «Priorità ai marchigiani»

Il commissario Marchetti e i consiglieri regionali: «Certificazioni obbligatorie per i cittadini non appartenenti all'Unione Europea»

Il commissario della Lega Marchetti e i consiglieri regionali

Il commissario della Lega, On. Riccardo Augusto Marchetti e i consiglieri regionali della Lega, Mauro Lucentini, Luca Serfilippi, Andrea Maria Antonini, Mirko Bilò, Chiara Biondi, Giorgio Cancellieri, Renzo Marinelli e Anna Menghi, annunciano l’imminente proposta di modifica alla normativa regionale che disciplina l’assegnazione e la gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. «Modificare la normativa regionale che regola l’assegnazione delle case popolari è uno dei principali obiettivi della Lega per la Regione Marche - dichiarano -. A breve depositeremo una proposta di legge volta a garantire l’accesso prioritario alle abitazioni popolari agli italiani. Nel documento che stiamo redigendo, tra i requisiti necessari per accedere all’edilizia residenziale pubblica, sarà inserito quello di residenza del richiedente nel Comune che emana il bando da almeno 2 anni e da 5 anni all’interno delle Marche: una maggiore durata di soggiorno nel territorio consentirà di ottenere un punteggio più alto in graduatoria. Verrà specifica, inoltre, che, per quanto riguarda i cittadini stranieri provenienti da Stati non appartenuti all’Unione Europea, non sarà più consentita un’autocertificazione su eventuali proprietà all’estero, ma verrà resa obbligatoria la presentazione di certificati o attestazioni rilasciati dalla competente Autorità dello Stato estero di origine e/o provenienza, corredati di traduzione italiana autenticata dall’Autorità Consolare Italiana che ne attesta la conformità all’originale».

«Coloro che faranno richiesta di accedere agli alloggi di edilizia residenziale pubblica - annunciano i leghisti - non dovranno aver riportato, negli ultimi 10 anni dalla data di pubblicazione del bando, una condanna per delitti non colposi per i quali la legge prevede una pena detentiva non inferiore nel massimo edittale a 2 anni. Sarà chiarito che né l'intestatario della domanda di assegnazione né uno dei componenti del suo nucleo familiare, dovranno avere condanne penali passate in giudicato, nel periodo precedente alla presentazione della domanda di assegnazione, per uno dei reati previsti dagli articoli 51, comma 3-bis e/o 380 del codice di procedura penale, dall'articolo 73, comma 5, del Testo unico emanato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza), nonché per i reati di vilipendio di cui agli articoli 290, 291 e 292 del codice penale, i delitti contro la pubblica amministrazione, contro l'amministrazione della giustizia, contro l'ordine pubblico, contro la persona, contro il patrimonio e per i reati di favoreggiamento e/o sfruttamento della prostituzione, gioco d'azzardo, detenzione e/o porto abusivo di armi, traffico di armi». 

«Intendiamo anche riservare una quota di alloggi a particolari categorie di beneficiari - proseguono il commissario e i consiglieri regionali della Lega Marche - il 10% degli alloggi disponibili dovrà essere attribuito agli appartenenti alle Forze dell’ordine, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco che prestano servizio in regione, sulla base di appositi bandi approvati dalla Prefettura competente per territorio. Una quota pari all’8% sarà invece riservata a favore dei nuclei familiari composti da infratrentacinquenni con figli minori a carico e una medesima quota ai nuclei familiari monoparentali, con uno o più figli a carico. Abbiamo previsto anche nuove cause di decadenza dell’assegnazione - rendono noto i leghisti - tra cui la condanna, anche in via non definitiva, per reati consumati o tentati in materia di violenza familiare. Siamo al lavoro su questa proposta di legge e su tanti altri progetti che intendono segnare un immediato cambio di passo rispetto alla vecchia amministrazione regionale - concludono - con la Lega, le Marche torneranno ad essere dei marchigiani e non saranno più vittime degli interessi di partito».

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