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Giovedì, 29 Settembre 2022
Attualità Fabriano

Bollette triplicate, l'autunno fa paura. Il coro dei ristoratori in ginocchio: «Costretti a chiudere per cena»

Il parere dei titolari di alcuni ristoratori sulla questione del caro bollette. Utenze triplicate, guadagni no. Qualcuno pensa di chiudere

FABRIANO - Aumenti insostenibili delle tariffe di luce e gas, la CNA di Fabriano ha raccolto il parere dei titolari di alcuni ristoranti del comprensorio montano. Enrica Ferretti, del Ristorante "Il Parco" di Genga: «Rispetto allo scorso anno abbiamo tariffe di luce e gas triplicate. A settembre saremmo costretti a ritoccare il nostro listino prezzi altrimenti per noi la situazione sarebbe insostenibile». Le fa eco Fabiana Bizzarri, titolare del Ristorante "Nonna Rina" di Fabriano: «anche noi registriamo costi di fatto triplicati rispetto al recente passato. Durante il periodo estivo il bel tempo e quindi la possibilità di far mangiare all'aperto i nostri clienti ci ha permesso di limitare il consumo di energia, ma con la stagione invernale alle porte, se i costi non verranno calmierati, ci troveremo costretti a tener chiuso il locale per cena nei giorni di minor affluenza, riducendo quindi il servizio». Anche per Fausto Orazi del ristorante "Le Copertelle" di Serra San Quirico la situazione necessita di un correttivo immediato: «Solo la bolletta del gas rispetto al 2021 è aumentata del 140% e siamo ovviamente molto preoccupati per i costi che dovremo affrontare questo inverno. Dal debutto della pandemia il nostro lavoro, come immagino quello di tanti altri, si è trasformato in una continua ed affannosa corsa ad arginare le emergenze mentre i margini di guadagno sono inevitabilmente calati. Servono azioni concrete ed immediate da parte del Governo e dell'Unione Europea».

Dice la sua anche Francesco Regini del ristorante "Grattacacio" di Fabriano: «le bollette della mia piccola attività sono triplicate nel giro di pochi mesi, ma i margini di guadagno non sono triplicati, tutt'altro, anche perchè non dimentichiamoci come la nostra categoria sia tutt'ora alle prese con le profonde ferite inferte dalla pandemia. Se non ci sarà una tregua nel breve periodo rispetto agli insormontabili costi delle utenze, sarà sempre più difficile fare impresa».

Chiude infine il Segretario Marco Silvi «come associazione di categoria abbiamo il dovere di dar voce ai nostri imprenditori del territorio affinché si comprendano al meglio i termini di questa insostenibile crisi energetica che ovviamente, oltre i ristoratori, riguarda con le medesime problematiche tantissime altre categorie di imprese.. I titolari di impresa si sono trovati di fronte ad aumenti dell’energia e del gas esponenziali, basti pensare che a dicembre il prezzo del gas era di 95euro a MWh e abbiamo di seguito registrato continui aumenti fino ad arrivare ad oggi a 306 MWh, pari a ben tre volte il prezzo di inizio anno.  Questa dinamica ha completamente devastato le previsioni delle aziende, minando profondamente quella ripresa che ad inizio estate le nostre imprese auspicavano. Il tessuto imprenditoriale lancia un disperato grido di allarme che le nostre istituzioni devono saper cogliere senza alcun ritardo, serve estendere il credito d'imposta anche ai contatori delle microimprese ed aumentare la percentuale dello stesso che oggi copre solo una minima parte della spesa sostenuta,  inoltre chiediamo incentivi per l'istallazione di pannelli fotovoltaici ed efficientamento energetico».

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