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Lunedì, 27 Giugno 2022
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Troppi detenuti, poco personale. Montacuto aspetta la ristrutturazione

Sovraffollamento intermittente, cronica carenza di personale, due anni di Covid e l’acuirsi di alcune criticità sul fronte sanitario. La situazione delle carceri marchigiane

Sovraffollamento intermittente, cronica carenza di personale, due anni di Covid e l’acuirsi di alcune criticità sul fronte sanitario, attività trattamentali da rilanciare, problemi strutturali che fanno sentire il loro peso. Ma anche  nuovi progetti che stanno prendendo forma. In estrema sintesi il quadro della situazione negli istituti penitenziari marchigiani, presentato nel corso di una conferenza stampa dal Garante regionale dei diritti, Giancarlo Giulianelli. Presente  all’incontro il Presidente del Centro Servizi Volontariato e Giustizia, Silvano Schembri.

I dati

Nel complesso i detenuti presenti nelle Marche sono 836 (su una capienza di  823),  di cui 289 stranieri  (fonte Ministero Giustizia, 28 febbraio 2022). Risultano effettivamente in servizio  591 agenti di Polizia penitenziaria (su 626 assegnati), una carenza  più volte al centro delle proteste degli stessi agenti. Il rapporto capienza/detenuti effettivi è falsato dalla inagibilità di un’ala di Fossombrone, interessata da lavori di ristrutturazione, mentre il sovraffollamento interessa in particolar modo gli istituti di Montacuto e Villa Fastiggi ed anche quello di Fermo.

L’esame delle singole realtà vede al primo posto la casa circondariale di Montacuto con 310 detenuti (di cui 122 stranieri) per una capienza di 256. Agenti presenti 122 su 137 assegnati. Segue la casa circondariale di Pesaro – Villa Fastiggi con  194 detenuti (di cui 72 stranieri e 19 donne) per una capienza complessiva di 143 unità. In attività 149 agenti (148 gli assegnati). Si passa poi a Fossombrone con 89 (uno straniero) a fronte di  179 posti disponibili, ma in questo caso è da considerare, come per lo scorso anno, la chiusura di una sezione per detenuti comuni, a causa dei lavori di ristrutturazione. Gli agenti sono 96 su 99 assegnati. Infine, Marino del Tronto con 101 ospiti (28 stranieri) su 104, 135 agenti (151 assegnati); Barcaglione con 88 (44 stranieri) su 100, 45 agenti su 46 assegnati; Fermo 54 (22 stranieri) su 41, 44 agenti (45 assegnati). Per quanto riguarda la Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Macerata Feltria,  ubicata temporaneamente nella struttura “Case Badesse”, si registrano 25 ospiti (5 donne). Nel corso dell’ultimo anno il Garante ha effettuato 328 colloqui con i detenuti.

Situazione sanitaria

Il quadro generale pone in primo piano l’emergenza epidemiologica, la conferma della tossicodipendenza come maggiore problema all’interno degli istituti, l’aumento delle patologie di tipo psichiatrico e dei casi di autolesionismo, alcuni suicidi riscontrati nell’ultimo anno. Presenti anche diversi detenuti affetti da Epatite C, Hiv ed altre problematiche. Per quanto riguarda la pandemia, come specificato da Giulianelli, in una prima fase si è riusciti a contenerla, mentre nell’arco temporale ricompreso tra i mesi di novembre 2021 e gennaio 2022, sono stati riscontrati contagi in quasi tutti gli istituti, sia tra la popolazione detenuta che tra gli agenti della Polizia penitenziaria. Attualmente la situazione non sembra destare preoccupazioni ed il problema resta quello legato ai controlli da effettuare ed alle misure da adottare in relazione ai nuovi ingressi. Ma l’emergenza pandemica non ha mancato di accentuare alcune criticità, come quelle riferite alla carenza dei medici di base; all’indennità oraria riconosciuta ai professionisti  che si recano presso le carceri, notevolmente inferiore rispetto a quella prevista per i medici delle Usca;  all’assenza di prestazioni specialistiche in relazione alle patologie riscontrate tra i detenuti. In costante aumento quelle psichiatriche che, secondo il Garante, pone la necessità di rivedere anche ruolo e attività delle Rems, sempre considerando che nelle Marche esiste soltanto una struttura di questo tipo. Di tali problematiche Giulianelli ha avuto modo di parlare nel corso di una riunione dell’Osservatorio regionale della Sanità penitenziaria, del quale l’Autorità di garanzia è entrata ufficialmente a far parte dietro sua esplicita richiesta. Proprio in questa sede sono state delineate le possibilità fornite dalla telemedicina, e  la questione dell’ospedalizzazione dei detenuti, ipotizzando l’individuazione di stanze a loro riservate, soprattutto nei nosocomi situati in prossimità delle strutture carcerarie.

Ristrutturazioni

Per alcuni istituti si rendono necessari, ormai da tempo, lavori di ristrutturazione ed adeguamento. L’attenzione è rivolta, in particolare, a quelli di Montacuto, Marino del Tronto e Villa Fastiggi, mentre per quello di Fermo il giudizio del Garante è ancor più determinato. A suo avviso “dovrebbe essere decisamente chiuso per non idoneità dei luoghi sotto molteplici punti di vista. E’ una struttura che va restituita alla città, contemplando la possibilità di costruire un nuovo e moderno istituto fuori dalla stessa cinta cittadina”.  Di recente le ipotesi d’intervento e le azioni da mettere in campo sono state anche oggetto di un confronto di Giulianelli con il sindaco di Fermo.

Trattamenti

In tutti gli istituti viene riscontrata carenza di personale da destinare all’area trattamentale. «A tale carenza si sta, solo in parte, sopperendo – fa sapere Giulianelli -  attraverso il prezioso contributo dei volontari e con il ricorso agli educatori ponte, assunti  da alcuni Comuni con contratto di lavoro a tempo determinato. Con le associazioni di volontariato abbiamo concordato incontri periodici che ci permettono di avere sempre un quadro aggiornato della situazione. E’ nostra intenzione attivare in tutti gli istituti degli sportelli informativi per supportare i detenuti, attraverso il lavoro degli stessi volontari. Un’esperienza già  avviata ad Ancona». Le progettualità sviluppate riguardano corsi di formazione, nonché appuntamenti culturali ed educativi. Prosegue con successo il percorso del Polo scolastico universitario di Fossombrone (nove indirizzi di studio,19 iscritti, quattro detenuti già laureati) e quello del Polo professionale ubicato a Barcaglione. Nelle ultime settimane il Garante ha avviato un monitoraggio sui detenuti dimittendi ed anche su quelli che, seppur in regime carcerario, possono essere assegnati al lavoro esterno, con l’intento di individuare eventuali sbocchi occupazionali.

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