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Cambiamenti climatici e agricoltura, Papa (Univpm): «La salute passa dalla sostenibilità»

Il professor Roberto Papa, genetica agraria della Politecnica delle Marche, ha analizzato il tema dei cambiamenti climatici connessi all’agricoltura spiegando il progetto avviato dalla sua università all’insegna della sostenibilità

Cambiamenti climatici e agricoltura. Due mondi collegati a stretto giro di contatto la cui relazione, negli ultimi tempi, è oggetto di studi e ricerche. Questo perché il più recente rapporto dell’Ipcc (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) ha riferito che il tempo a disposizione per ridurre significativamente le emissioni di CO2 e per contrastare il cambiamento climatico è ormai pochissimo. Per una maggior comprensione sul tema, sono utili le parole dell’esperto Roberto Papa, docente di genetica agraria dell’Università Politecnica delle Marche e promotore del progetto "Combattere i cambiamenti climatici grazie a strategie innovative in agricoltura”:

«Il cambiamento climatico è caratterizzato da un aumento della temperatura media e parallelamente da un aumento della variabilità climatica con una sempre più maggiore frequenza di eventi estremi con prevedibili sconvolgimenti climatici a livello locale. I primi effetti sono già visibili sotto i nostri occhi. L’agricoltura si basa sulla prevedibilità climatica. Una prevedibilità che garantisce con elevata probabilità l’ottenimento di un raccolto molto maggiore del seme che è stato utilizzato alla semina». E ancora: «Alcuni ricercatori associano l’origine quasi contemporanea (a partire da circa 10000 anni fa) dell’agricoltura in diverse parti del pianeta al cambiamento climatico e alla stabilizzazione delle condizioni climatiche. Inoltre, bisogna tenere conto che il cambiamento climatico non solo influisce per quanto riguarda le condizioni meteorologiche ma anche per la diffusione di nuove malattie e nuove piante infestanti».

Fatta la premessa è importante capire tecnicamente come si può operare per evitare conseguenze ancor più negative di quelle che potrebbero prospettarsi: «Sicuramente è necessario ridurre al minimo l’utilizzo diretto (macchine agricole) o indiretto (produzione dei concimi azotati) dell’energia fossile. Per quanto riguarda l’adattamento alle nuove condizioni un elemento chiave è rappresentato dalla valorizzazione e promozione dell’agro-biodiversità dei sistemi agricoli sia per identificare varietà più adattate sia per rendere gli agroecosistemi sempre più diversificati promuovendo le rotazioni, riscoprendo le consociazioni, proteggendo flora e fauna selvatica. Non bisogna dimenticare il mantenimento della fertilità del suolo». In conclusione: «Un altro aspetto che coinvolge anche i consumatori e sottolineato dallo stesso IPCC nel rapporto dell’anno scorso intitolato "Cambiamento climatico e uso del suolo" è quello della transizione alimentare verso nuove diete a base prevalentemente vegetale che rappresenta rappresenta una delle più "importanti opportunità di adattamento e mitigazione ai cambiamenti climatici generando significativi benefici in termini di salute umana”. Su questo aspetto l’UNIVPM è capofila di progetto europeo INCREASE (www.pulsesincrease.eu) costituito da 28 partner di tutto il mondo e coordinato dal sottoscritto che si occupa della valorizzazione e della promozione dei legumi della tradizione alimentare e agricola dell’Europa e del Mediterraneo. La caratterizzazione e il mantenimento delle risorse genetiche dei legumi alimentari e il loro sfruttamento in agricoltura costituiscono un elemento chiave per un’agricoltura sostenibile e per promuovere la salute». 

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