Progetti per la pulizia dei mari, nasce il Ber: un laboratorio "blu" a Marina Dorica

Inaugurato il Blue Economy Research, polo di ricerca e formazione ideato da Garbage Group con il cantiere Cpn e i ricercatori della Politecnica delle Marche e del Cnr-Irbim

Paolo Baldoni introduce la conferenza di presentazione del Ber a Marina Dorica

Un polo tecnologico-scientifico per la ricerca e lo sviluppo di progetti per la pulizia dei mari e la lotta all'inquinamento. Si chiama Ber - Blue Economy Research ed è stato inaugurato questa mattina a Marina Dorica. Nasce da un’idea di Garbage Group in collaborazione con il cantiere navale Cpn, l’Università Politecnica delle Marche e il Cnr-Irbim. Il primo obiettivo è mettere a punto nuove tecnologie per evolvere il Pelikan, aspirapolvere dei mari e orgoglio della Garbage che è già operativo in Thailandia e presto verrà esportato in Kuwait grazie ad una partnership commerciale raggiunta con il Paese arabo, alla presenza dell’ambasciatore italiano Carlo Baldocci.

«In 5 anni distribuiremo 1000 imbarcazioni nel mondo» annuncia Paolo Baldoni, Ceo di Garbage. Ma nel Ber verranno sviluppati anche altri progetti (come una spugna in grado di catturare gli idrocarburi) grazie alla partnership con il Cnr-Irbim, diretto da Gian Marco Luna, e al Dipartimento di Scienza della vita e dell’ambiente dell’Univpm, diretto dal professor Francesco Regoli e, più in generale, grazie alla collaborazione tra eccellenze pubbliche e private. In più, verrà allestita una scuola di formazione per centinaia di comandanti che verranno chiamati a pilotare gli “spazzini” dei mari in tutto il mondo, con competenze in termini di raccolta e smaltimento dei rifiuti. «Sta nascendo un cluster unico al mondo per le sue specificità» ha sottolineato Baldoni nella conferenza di presentazione del progetto Ber, preceduta dal taglio del nastro dei nuovi locali, progettati dallo studio Mimarc degli architetti Michela Falconetti e Martina Pasqualini, e chusa dalla benedizione dell’arcivescovo Angelo Spina. «Papa Francesco invita a custodire la nostra terra e i nostri mari - ha detto -: l’intelligenza sta nel tenerli sani per le future generazioni». 

La sindaca Valeria Mancinelli ha elogiato «la capacità di sapere fare e di saper pensare in grande delle imprese anconetane, patrimonio della nostra comunità». Il presidente dell’Autorità portuale, Rodolfo Giampieri, ha sottolineato come «il poto, che già dà lavoro a 6500 famiglie, diventa un laboratorio di scoperta e strategia legata all’ambiente marino». Il contrammiraglio Enrico Moretti, comandante del porto, ha rimarcato come «la sfida è proteggere l’ambiente marino, mantenendo e, se possibile, aumentando i livelli di competitività attraverso l’innovazione sistemica e la condivisione di conoscenze». Leonardo Zuccaro, direttore di Marina Dorica, ha ricordato «la grande attenzione all’ambiente da parte del porto turistico di Ancona, il più grande dell’Adriatico, una perla del territorio». Per il professor Francesco Regoli «Blue Economy Research sono parole chiave del nostro Ateneo: l’obiettivo è mettere insieme eccellenze nell'ambito della ricerca e dell’imprenditoria». Gian Marco Luna, direttore di Cnr-Irbim, ha spiegato che «il nostro Ente da sempre fa della ricerca marina un asset. Abbiamo sposato subito l’iniziativa, mettendo a disposizione le nostre competenze di ricercatori: ad Ancona c’è un terreno fertile per far crescere progetti blu». 

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