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Venerdì, 1 Luglio 2022
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Adolescenti difficili, l'arcivescovo: «Aspettano presenza amica e rassicurante»

Le cronache dei nostri giorni non sempre parlano bene degli adolescenti. Non dobbiamo scoraggiarci». Va ai giovani il pensiero dell’arcivescovo di Ancona Osimo Angelo Spina in occasione della festa di San Ciriaco

ANCONA  - «Le cronache dei nostri giorni non sempre parlano bene degli adolescenti. Non dobbiamo scoraggiarci». Va ai giovani il pensiero dell’arcivescovo di Ancona Osimo Angelo Spina in occasione della festa di San Ciriaco. 

«Essi attendono una presenza amica e rassicurante, anche se all'inizio si presentano spavaldi o annoiati, abulici o depressi, persino violenti, bulli. Con i genitori, gli educatori, gli animatori – continua l’arcivescovo - sono chiamati a raccolta tutti coloro che hanno il compito della formazione. I ragazzi ci chiedono una cosa sola: dobbiamo e vogliamo diventare grandi e non possiamo farlo senza la vostra vicinanza». Ma gli educatori devono vivere il loro compito «come una vocazione: non è solo una professione, ma una chiamata, non è solo uno stipendio per vivere, ma un compito per far vivere. É urgente - insiste - l'alleanza tra tutte le forze sociali e le componenti educative della società: la famiglia, la scuola, l'oratorio parrocchiale spazio di vita, lo sport sano, non sono riserve indiane a lato di una società che per la parte più importante si dedica all'economia e alla produzione. Serve un grande patto educativo, anche la scuola ha bisogno di più stima, più sostegno sociale, più apprezzamento. Sembra che la prevenzione sembra diventata una parolaccia. Invece, bisogna tornare ad affiancare alla necessaria azione di controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine, anche il bisogno di una comunità educante. È necessari: formare, prevenire, educare. Non è la repressione che cambierà la persona e la società, lo sappiamo bene, ma il cambiamento interiore. Come Chiesa, coinvolgendo le famiglie, i genitori, gli educatori, gli insegnanti, siamo chiamati ad accogliere con urgenza il grido di aiuto dei ragazzi e dei giovani». 

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