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Distretto biologico regionale, Coldiretti: «Passo storico in ambito nazionale ed europeo»

Il direttore di Coldiretti Marche Alberto Frau ha parlato della sottoscrizione della manifestazione d’interesse al distretto biologico regionale portata avanti dalle mille aziende agricole regionali negli ultimi giorni

Alberto Frau, Coldiretti Marche

Sono quasi mille le aziende agricole certificate biologiche aderenti a Coldiretti Marche che hanno deciso di sottoscrivere la manifestazione di interesse al Distretto biologico regionale: «Aziende agricole di tutte le dimensioni - sottolinea Alberto Frau, direttore di Coldiretti Marche - dalle piccolissime alle grandi, agricole e zootecniche. Nessuno si è tirato indietro, insomma, quando, per la prima volta, è emersa finalmente la possibilità di lavorare uniti, tutto il mondo agricolo, su un progetto che ha dimensioni importanti e che si colloca al primo posto a livello europeo». Del Biodistretto unico delle Marche si stanno interessando da più parti e la stessa Cassa Depositi e Prestiti, nella sua relazione annuale, lo ha indicato come uno dei tre veri volani in grado di far uscire le Marche dall’isolamento economico, di dare organicità e grandi sbocchi di visibilità alla Regione Marche stessa.

«Avere oggi la possibilità di dare vita al Biodistretto regionale più grande d’Europa, specialmente dopo una pandemia che ha portato al centro la questione salubrità – prosegue il direttore Frau – significa avere una chiave in grado di lanciare l’immagine delle Marche in tutto il mondo come regione totalmente green, tema che nei prossimi dieci, venti anni sarà il vero ed unico protagonista centrale del panorama agricolo mondiale. Non cogliere e non vedere questa opportunità così a portata di mano significa essere pervasi da una cecità imprenditoriale spaventosa e ricadere nel bieco territorialismo, nel campanilismo di quartiere che tanto male ha fatto da decenni a questa splendida regione, lasciandola nel limbo. Per la prima volta uniamo piccolissimi, piccoli, medi e grandi in un patto straordinario e fecondo, dove saranno tutti protagonisti e legati da un filo di co-imprenditorialità incredibile, dagli agricoltori, ai trasformatori, ai ristoratori, a chi fa accoglienza, il tutto in una visione green dell’intero territorio marchigiano. Sono certo che sarà fantastico vedere turisti entrare nelle Marche accolti da cartelli dove si dà il benvenuto nella regione più green d’Europa e questo porterà di conseguenza più valore economico ai prodotti degli agricoltori, che potranno finalmente avvalersi del bio-distretto per la promozione del territorio marchigiano su scala internazionale e non solo dietro le mura di casa».

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