Il Comune difende l’autovelox: «Resta lì e sarà riattivato»

Il Comune di Falconara spiega i motivi dello spegnimento del sistema di controllo e annuncia che la misura è solo temporanea

Foto di repertorio

“Il Comune di Falconara ha deciso in via precauzionale di sospendere il funzionamento dell’autovelox lungo la Variante alla Statale 16 fino a quando non saranno chiariti i dubbi interpretativi rispetto alla norma che disciplina il posizionamento dei dispositivi per il controllo della velocità. Le interpretazioni della norma in questione sono infatti diverse, in conflitto tra loro”. Lo comunica la stessa amministrazione comunale tramite una nota stampa diffusa dopo la comunicazione ufficiale della prefettura. 

“Prima di rendere nota la sospensione si è atteso l’incontro in Prefettura avvenuto nella giornata di ieri, martedì 22 ottobre, nel corso del quale tutti gli enti e le istituzioni coinvolte hanno concordato con la decisione dell’amministrazione comunale. Resta la volontà del Comune di Falconara di mantenere il presidio dell’autovelox lungo lo stesso tratto di Variante e di riattivarlo il prima possibile a tutela della cittadinanza e della sicurezza stradale. Saranno in ogni caso adottati tutti gli accorgimenti affinché il posizionamento non sia più oggetto di critiche o di contestazioni. L’amministrazione comunale rinnova l’invito a moderare la velocità e a rispettare il limite dei 70 chilometri orari nel tratto di strada in cui l’autovelox è stato installato, considerato uno di quelli con il più alto rischio di incidenti della provincia di Ancona, in base ai dati dell’Osservatorio permanente sugli incidenti. L’invito è confortato anche da lettere e appelli arrivati al Castello. Nei giorni scorsi il Comune ha ricevuto tra l’altro la richiesta di incontro dei rappresentanti di Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta) Vallesina, che hanno espresso apprezzamenti per la presenza dell’autovelox, considerato una «precauzione assolutamente indispensabile al fine di limitare la velocità entro i limiti di legge. Le strade italiane sono le più pericolose d'Europa – si legge nella missiva –, muore un ciclista ogni 36 ore e un pedone ogni 24. Inoltre abbassare la velocità significa anche avere minori emissioni di gas di scarico e minore impatto acustico. Ribadiamo quindi che la sicurezza stradale e ambientale deve oramai essere un punto fermo di ogni amministrazione pubblica». Emblematiche anche le parole di Marco Scarponi, fratello del noto campione di ciclismo Michele, travolto mentre si allenava a Filottrano. Marco Scarponi, segretario generale della fondazione Michele Scarponi, intervistato dai media ha recentemente ricordato che «la velocità uccide e superare i limiti è illegale, su qualsiasi strada». La fondazione Michele Scarponi, in tale occasione, ha ricordato che la velocità è la prima causa di morte sulle strade e ha invitato le amministrazioni comunali e le autorità che decidono di installare gli autovelox di continuare a posizionarli in numero ancora maggiore”.

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