Area marina protetta, Dipende da Noi: «Prima era necessaria, ora è inderogabile»

Per il movimento l'istituzione dell'area marina protetta è ormai indispensabile

Foto di repertorio

L'appello lanciato dal Comitato per l’Area Marina Protetta della Costa del Conero trova pieno sostegno dal movimento Dipende da noi. «Troviamo giusta e necessaria la battaglia di questo gruppo di persone ed associazioni che da tempo chiedono l'istituzione dell'area marina protetta – afferma il candidato presidente della Regione professor Roberto Mancini - nonostante il rifinanziamento, datato 2016, tutto è ancora fermo, con il rischio di sanzioni da parte della Comunità Europea».

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Massimo Rossi, già presidente della Provincia di Ascoli Piceno nel periodo ‪2004-2009, aggiunge: «Nei 5 anni di mandato e nei 10 precedenti da sindaco di Grottammare, ho lavorato con determinazione per l'istituzione del Parco Marino Piceno, un traguardo che era arrivato al capolinea con già una bozza di decreto pronta. Poi, improvvisamente, sono subentrate altre logiche che non hanno permesso di dare concretezza a quello che era e resta molto più di un progetto: è una visione di futuro, proprio come la questione del Conero, e di gestione sostenibile di tutte quelle risorse ambientali che rendono meravigliosa la nostra regione. Come Dipende da noi — dichiara Mancini-siamo convinti che occorra ridare vita a questi due progetti nel più breve tempo possibile. Se prima era necessario, grazie a figure illuminate oggi questa cosa appare inderogabile per una valorizzazione ed una tutela del nostro territorio che stimoli un turismo diverso, alla ricerca di un'offerta compatibile con paesaggio e ambiente. La presenza e l'impegno di realtà come l'Università Politecnica delle Marche, le più importanti sigle dell'ambientalismo marchigiano e la presenza di esponenti del CNR, sono la testimonianza di quanta valenza possa avere l'istituzione di queste aree protette e di come entrambe possano assurge a elemento cardine in un percorso indirizzato verso quella che viene comunemente definita “Blue Economy”, con importanti ricadute anche in termini occupazionali»

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