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Lunedì, 15 Agosto 2022
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Premiato il “Rurale dimenticato” di Giacomo Ciavattini: la sua tesi è la migliore e vince l’Archiprix Portugal

L’architetto anconetano si è aggiudicato il prestigioso premio internazionale riservato alle tesi magistrali parlando della sua terra

ANCONA- Vincere uno dei premi più prestigiosi in assoluto raccontando la sua terra, quella dove è nato e da dove non ha mai staccato le sue radici. Giacomo Ciavattini (nella foto in basso), giovane architetto anconetano classe 1992, si è aggiudicato l’Archiprix Portugal, il concorso nazionale portoghese riservato alle tesi magistrali prodotte nel 2021 in architettura, urbanistica e paesaggio riconosciuto a livello internazionale. Lo ha vinto raccontando casa sua, Ancona e le Marche, facendo riferimento all’azienda agricola familiare e ad uno studio durato circa un anno e mezzo in Italia. Uno studio fatto di passione e ricerca, con il cuore a muovere la razionalità:

«L’orgoglio arriva dal fatto che questo traguardo è un omaggio alla mia terra – ha confessato Ciavattini, fresco di riconoscimento nella cerimonia che si è svolta sabato 9 luglio a Lisbona, nella location di Porto Brandão – Il titolo della tesi è “Il rurale dimenticato” perché prendo in esame tutte le serre dismesse riabilitandole in una sfera pubblica. Questo progetto pilota si può riproporre per i casolari e per tante altre strutture allo scopo di portare utilità, in primis, al turismo e, poi, alla sfera economica legata all’agricoltura».

Giacomo Ciavattini - AT-2Dopo i cinque anni di Liceo, svolti allo Scientifico Galileo Galilei, e la triennale allo Iuav (Istituto Universitario Architettura) di Venezia, la formazione dell’architetto anconetano si è conclusa all’estero. Prima, in Erasmus, con l’esperienza di un anno alla Universidades Lusíada di Lisbona e poi con i due anni della magistrale alla FAUP - Faculdade de Arquitectura da Universidade di Oporto.

E adesso il futuro, non prima di essersi goduto il premio: «Attualmente sto lavorando in uno studio a Milano, a fine anno completerò la mia abilitazione. Vedremo il futuro cosa mi riserverà intanto, con il premio, voglio farmi un bel viaggetto. Magari tornerò con qualche nuova idea da sviluppare».

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